Superstar reunion

Ted Neeley, Yvonne Elliman, Barry Dennen, protagonisti dello storico Jesus Christ Superstar di Norman Jewison, di nuovo insieme dopo quarant’anni sul palco. Praticamente il sogno di qualunque  appassionato di musical diventa realtà. L’occasione l’ha servita il regista Massimo Romeo Piparo in una ripresa dello spettacolo che gli ha dato fama e fortuna già dal 1994  quando lo porta in scena con l’allora Compagnia della Munizione di Messina (poi diventata Planet Musical e infine Peep Arrow). Storica la versione realizzata nel 2000 che segnò il ritorno dell’indimenticabile Carl Anderson nel ruolo di Giuda.
Prima di dire dell’allestimento, ogni onore va reso a questi tre grandi artisti per la capacità di saper regalare emozioni, nonostante il passare del tempo. Anni che sicuramente possono aver cambiato alcuni tratti delle loro voci, ma sicuramente non l’intensità. Ted Neeley sorprende ancora per il controllo ritmico e per gli incredibili acuti in falsetto che strappano l’applauso a scena aperta; Yvonne Elliman esibisce una tonalità più calda e meno potente, ma non ha perso la dolcezza espressiva che l’ha resa celebre. Il più sorprendente è però il settantaseienne Barry Dennen. Il suo Pilato non sembra aver risentito in alcun modo degli anni e risulta incisivo come non mai.
“Jesus Christ Superstar” è uno spettacolo che vale la pena di vedere, più come una sorta di “reunion” di tre grandi. Il trio Neeley-Elliman-Dennen risulta il vero protagonista, a scapito di colui che dovrebbe essere il personaggio portante del musical di Webber, ovvero Giuda. Il giovane Feysal Bonciani offre un’interpretazione di tutto rispetto, ma vagamente didattica e a tratti quasi imitatoria di Carl Anderson, a cui l’accomuna anche una forte somiglianza fisica. Tra l’altro difficile pensare che la scelta sia stata casuale. Ottime invece le prove di Paride Acacia  - Gesù storico di Piparo – nel ruolo di Hannas e di Emiliano Geppetti (Simone).
Nulla di nuovo nell’impianto scenico, che è un po’ un innesto dei vari allestimenti che Piparo ha realizzato negli anni. Poco è rimasto del minimalismo da tragedia greca che fece il marchio di fabbrica della Compagnia della Munizione e qualcosa del tocco hippy degli anni del ritorno di Carl Anderson, con un grande dispiego di luci e scritte luminose dei vangeli proiettate su uno schermo. Poco incisivo il corpo di ballo, che dovrebbe invece supportare il crescendo espressivo di vari momenti, come “What’s the Buzz” o “King Herod’s Song”
Alla replica a cui ho assistito al Teatro degli Arcimboldi di Milano ho ritrovato con piacere tra gli spettatori Egidio La Gioia, grandissimo Giuda fin dai primi allestimenti di Piparo e  Gesù altrettando grande nella versione che segnò il ritorno di Carl Anderson. Grande umanità di Neeley con Dennen e la Elliman che non si sono sottratti all’affetto dei fan anche dopo lo spettacolo. Emozionante poi sentire lo scambio di ricordi sullo Jesus Christ Superstar e sul compianto Carl Anderson tra Ted Neeley ed Egidio La Gioia. Uno spettacolo che sono contenta di aver visto anche per questo.

Ted Neeley, Yvonne Elliman, Barry Dennen, protagonisti dello storico “Jesus Christ Superstar” diretto da Norman Jewison, di nuovo insieme dopo quarant’anni sul palco. Praticamente il sogno di qualunque appassionato di musical diventa realtà. L’occasione l’ha servita il regista Massimo Romeo Piparo in una ripresa dello spettacolo che gli diede fama e fortuna già dal 1994  quando lo portò in scena con l’allora neeleyCompagnia della Munizione di Messina (poi diventata Planet Musical e infine Peep Arrow). Storica la versione realizzata nel 2000 che segnò il ritorno dell’indimenticato Carl Anderson nel ruolo di Giuda.

Prima di dire dell’allestimento, ogni onore va reso a questi tre grandi artisti per la capacità di saper regalare emozioni, nonostante il passare del tempo. Anni che possono aver cambiato alcuni tratti delle loro voci, ma sicuramente non l’intensità. Ted Neeley sorprende ancora per il controllo ritmico e per gli incredibili acuti in falsetto che strappano l’applauso a scena aperta; Yvonne Elliman esibisce una tonalità più calda e meno potente, ma non ha perso la dolcezza espressiva che l’ha resa celebre. Il più sorprendente è però il settantaseienne Barry Dennen. Il suo Pilato non sembra aver risentito in alcun modo degli anni e risulta incisivo come non mai.

“Jesus Christ Superstar” è uno spettacolo che vale senza dubbio la pena vedere, ma più come una sorta di “reunion” di tre grandi. Il trio Neeley-Elliman-Dennen risulta il vero protagonista, a scapito di colui che dovrebbe essere il personaggio portante del musical di Webber, ovvero Giuda. Il giovane Feysal Bonciani offre un’interpretazione di tutto rispetto, ma vagamente didattica e a tratti quasi imitatoria di Carl Anderson, a cui l’accomuna anche una forte somiglianza fisica. Tra l’altro difficile pensare che la scelta sia stata casuale. Ottime invece le prove di Paride Acacia  - Gesù storico di Piparo – nel ruolo di Hannas, di Emiliano Geppetti (Simone) e di Cristian Ruiz (Erode, nella replica a cui ho assistito).

Nulla di nuovo nell’impianto scenico, che è un po’ un innesto dei vari allestimenti che Piparo ha realizzato negli anni. Poco è rimasto del minimalismo da tragedia greca che fece il marchio di fabbrica della Compagnia della Munizione e qualcosa del tocco hippy degli anni del ritorno di Carl Anderson, con un grande dispiego di luci e scritte luminose dei Vangeli proiettate su uno schermo. Poco incisivo il corpo di ballo, che dovrebbe invece supportare il crescendo espressivo di vari momenti, come “What’s the Buzz” o “King Herod’s Song”.

Alla replica a cui ho assistito al Teatro degli Arcimboldi di Milano ho ritrovato con piacere tra gli spettatori Egidio La Gioia, grandissimo Giuda fin dai primi allestimenti di Piparo e  Gesù altrettando grande nella versione che segnò il ritorno di Carl Anderson. Grande umanità di Neeley, Dennen e della Elliman che non si sono sottratti all’affetto dei fan anche dopo lo spettacolo. Emozionante poi sentire lo scambio di ricordi su “Jesus Christ Superstar” e sul compianto Carl Anderson tra Ted Neeley ed Egidio La Gioia. Uno spettacolo che sono contenta di aver visto anche per questo.

Le foto sono di Gian Marco Chieregato

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