Il Sogno di Luca Ronconi

Elena Ghiaurov (Titania) e Fausto Russo Alesi (Bottom) - Foto di Marcello Norberth

Elena Ghiaurov (Titania) e Fausto Russo Alesi (Bottom) - Foto di Marcello Norberth

E’ l’avvenimento teatrale dell’anno e non potevo decisamente farmelo scappare. Il Sogno di una notte di mezza estate, diretto da Luca Ronconi, merita più che un approfondimento. L’idea è vincente: mettere in scena una delle commedie più celebri di Shakespeare con una compagnia composta in prevalenza da giovani attori. Per lasciar vivere il testo nella sua originale freschezza, incentrato com’è su tre mondi paralleli, che si intersecano e si toccano, accomunati dalla mutevolezza e dal mistero dell’amore. La passione molto umana del re di Atene Teseo per la sua promessa Ippolita, di Lisandro e Demetrio , follemente innamorati di Ermia, di Elena, che ama invano Demetrio. Del magico mondo della foresta, popolato da fate, elfi e folletti, dove regna la coppia litigarella Oberon e Titania. E la passione sfrenata di un povero gruppo di artigiani, che si è messo in testa di allestire una commedia in occasione del matrimonio di Teseo e Ippolita. Tutto condito dall’inganno di un filtro magico ,che mischia le carte per poi ricomporrre tutti i sentimenti nel più naturale (o conveniente) equilibrio. Amore per l’amore, amore sensuale e amore per l’arte. Tre sentimenti sfrenati, che la regia avrebbe forse dovuto lasciare con più fiducia nelle mani di un eccezionale gruppo di giovani attori. Se, infatti, inizialmente, la mano di Ronconi prevale, soprattutto nei movimenti scenici un po’ meccanici e, in alcuni casi, nella recitazione troppo registica, dopo le prime scene, la compagnia prende possesso della commedia e lascia libero sfogo a una prova complessiva energica e coinvolgente. Ottimo tutto il cast, con una doverosa menzione per Fausto Russo Alesi (uno strepitoso Bottom), Elena Ghiaurov (che nel doppio ruolo di Ippolita/Titania  è molto più ironica e a suo agio nel ruolo della regina delle fate),  Pierluigi Corallo (uno spontaneo Demetrio), Elena (Melania Giglio) e Giovanni Crippa (Quince). Da citare anche i magnifici costumi gotico-punk del regno delle fate e i sensuali drappeggi di seta creati per Ippolita da Antonio Marras.  Il testo emerge poi in tutta la sua purezza grazie anche alla scenografia essenziale di Margherita Palli, con enormi lettere componibili illuminate dalla luci di  A.J. Weissbard, che si muovono sul palcoscenico a indicare i luoghi dell’azione. Ronconi ha detto di essersi ispirato all’epoca elisabettiana, quando in teatro si utilizzavano scritte al posto di scenografie. Direi che la scelta lo premia e avvolge di ulteriore mistero il testo. Stupenda la chiusa finale con Puck che pesca la luna da una notte magica e avvolgente.

Sognate allora con questo video:

Per vedere il Sogno di una notte di mezza estate al Piccolo Teatro siete in tempo fino al 23 novembre. Altrimenti dovrete aspettare la ripresa dello spettacolo dal 9 al 23 gennaio 2009.

Per informazioni:

www.piccoloteatro.org

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