Facciamo l’amore: il piacere di essere retrò

Lorenza Mario e Gianluca Guidi

Lorenza Mario e Gianluca Guidi

Nel mio vocabolario non c’è spazio per la parola “vecchio.” Ho sempre guardato con sospetto chi la usa  per indicare, con disprezzo, un abito, un film o una canzone. Il tempo in molti casi aggiunge un tocco di fascino alle cose. In campo musicale non c’è dubbio che certi capolavori del passato siano oggi irripetibili. Nella commedia musicale Facciamo l’amore, diretta e interpretata da Gianluca Guidi, in scena fino al 4 gennaio 2009 al Teatro Manzoni di Milano, di capolavori ne troverete tanti e, forse, tra i migliori che siano mai stati composti. Da Porter, Coleman, Trenet alle canzoni di Giorgio Calabrese, autore tra gli altri di Mina, Umberto Bindi, Ornella Vanoni, Nicola Arigliano. Da notare anche la direzione musicale di Riccardo Biseo.
Come vi ho anticipato nel mio post di presentazione, la storia (già portata sugli schermi in un film di Cukor del 1960 con Yves Montand e la Monroe) narra le vicende di un miliardario, tale Giacomo de la Rochefort, che si innamora perdutamente dell’attricetta che recita nella commedia off Broadway che lo prende di mira. Facendosi passare per un sosia di sè stesso, viene scritturato nella scombinata compagnia, con il chiaro scopo di conquistare la bella, cercando anche di affinare le sue arti in scena. Tutto condito dalle meravigliose musiche citate e dalle ottime coreografie di Stefano Bontempi. Lo sforzo di questo allestimento è notevole. L’intero cast, con Guidi in testa e una Lorenza Mario scatenata, si impegna senza risparmiarsi su canto, ballo e recitazione. I risultati sono piacevolissimi e, per un attimo, sembra davvero di sentirsi trasportati in un “vecchio” film. Una nota in più per i vecchi leoni Aldo Ralli (il direttore della compagnia) ed Enzo Garinei (il paziente factotum di Rochefort), al loro meglio sulle note di Mister Gallagher and Mister Shean, una hit delle Ziegfield Follies del 1922, portata al successo da due miti del vaudeville e di Broadway: Edward Gallagher e Al Shean.
Ottima la Mario nella versione italiana della celebre My heart belongs to daddy di Cole Porter (datata 1938).
Una particolare emozione per il duo Guidi-Mario che canta Se mi conoscesse di Marvin Hamlish, tratta da Stanno suonando la nostra canzone. Federico, il fotografo di Top Hat, con cui ho visto lo spettacolo al Manzoni, è letteralmente sobbalzato dalla poltroncina.  E’ infatti un grande fan, come la sottoscritta, della commedia di Neil Simon, nello splendido allestimento della stagione 1998/99, interpretato da Gianluca Guidi e e Maria Laura Baccarini, con la regia di Gigi Proietti (interprete anche lui di una bellssima versione con Loretta Goggi).
Un unico appunto: la scelta di far interpretare il ruolo della vecchia fiamma di Garinei al pur bravissimo Stefano Bontempi “en travesti”. Troppo poco retrò per i miei gusti.

Per informazioni:

www.teatromanzoni.it

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