Il Sindaco del rione Sanità, la magia è di scena

Da sinistra: Alfonso Liquori e Carlo Giuffré
La magia del teatro quanti di noi l’hanno mai sfiorata? Come l’innamoramento è indescrivibile per chi non l’ha vissuto, l’incantesimo dello spettacolo perfetto, che fonde in un unico armonico pièce, attori e pubblico è difficile da narrare. Aver assistito al Sindaco del Rione Sanità, nell’allestimento diretto e interpretato da Carlo Giuffré – in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 3 febbraio all’1 marzo - lo considero un privilegio. Una di quelle esperienze teatrali, magiche appunto, che racconterò fino alla noia negli anni a venire. Carlo Giuffré è don Antonio Barracano, il capo-guappo del rione Sanità, colui a cui tutti i reietti si rivolgono per risolvere diverbi e liti. Un uomo buono, tutto d’un pezzo, che ha toccato con mano la mala sorte riservata ai più deboli e ha creato una sorta di piccola impresa di soccorso. Ha infatti gabbato la legge, corrompendo, dribblando permessi, accuse, processi. Ma sempre con un unico fine: perpetuare la sua personale visione di giustizia. Gli fa da contraltare da ben trent’anni, Fabio Della Ragione, un medico che si è completamente votato alla cura dei protetti di don Antonio, sacrificando però una brillante carriera. Solo quando don Antonio è ferito a morte a causa di una lite, il dottore decide di procedere secondo coscienza, denunciando il fatto. La missione di giustizia di don Antonio continuerà, ma questa volta a rigor di legge. La magia di questo spettacolo risiede principalmente nell’eccezionale immediatezza recitativa degli interpreti, su tutti un grandissimo Carlo Giuffré, che ha dalla sua una voce “eduardiana”, sempre in perfetto equilibrio tra gravità, ironia e calore, e una presenza scenica ineguagliabile, resa ancora più imponente dal distacco aristocratico con cui porta in scena i suoi ottant’anni di carriera. Forse ancora più in parte di quanto non lo fu lo stesso Eduardo, Giuffré da un’interpretazione viscerale di don Antonio. Un’abilità che nessun tipo di metodo recitativo può insegnare. Il talento è l’unica via. La compagnia è un perfetto meccanismo di caratterizzazioni diverse, in cui spiccano Piero Pepe (il panettiere-assassino Arturo Santaniello) e Alfonso Liquori (il coscienzioso medico Fabio Della Ragione). Accuratissime le scenografie di Aldo Terlizzi (che cura anche i costumi), due tranches nell’intimità della dimora campagnola e cittadina di don Antonio, che si intrecciano in sintonia con un perfetto gioco di luci. Fino all’epilogo, quando il realismo lascia il passo a un’agghiacciante e simbolica illuminazione rosso sangue.
Forse ha ragione Carlo Giuffré quando afferma che il suo spettacolo è l’anti-Gomorra. Forse è ancora possibile mostrare la morale distorta della camorra senza sbattere in faccia al pubblico la violenza. L’impatto immediato di una scena cruenta è indubbio, ma dopo aver visto Il Sindaco del rione Sanità si pensa, si riflette, ci si emoziona e soprattutto ci si interroga. E scusate se è poco.
Al Teatro Manzoni dal 3 febbraio al 1 marzo 2009
La Diana Or.i.s. presenta IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Eduardo De Filippo
Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
Per informazioni:
www.teatromanzoni.it
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