Giusto la fine del mondo, Jean-Luc Lagarce secondo Luca Ronconi

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Bruna Rossi, Pierluigi Corallo, Francesca Ciocchetti, Melania Giglio, Riccardo Bini - Foto Attilio Marasco

Giusto la fine del mondo è il secondo testo di Jean-Luc Lagarce che andrà in scena quest’anno ed è già molto atteso. A febbraio si è avuto un assaggio con I pretendenti, ora è la volta di Giusto la fine del mondo, con la regia di Luca Ronconi e la traduzione di Franco Quadri, che debutterà il prossimo 28  marzo in prima nazionale al Piccolo Teatro Studio.

Troppo poco ancora si sa in Italia di questo autore-attore-regista francese, morto di Aids nel 1995 a soli 38 anni. Restano venticinque pièces, racconti, saggi, una sceneggiatura, un libretto d’opera e un diario dei suoi ultimi anni. Tradotto in una dozzina di lingue, Lagarce è tra i drammaturghi più rappresentati in Francia. Ovunque è oggetto di studio e approfondimenti.
Lagarce scrisse Giusto la fine del mondo prima di sapere di essere sieropositivo. La pièce non è mai stata rappresentata in Italia e poco in Francia.
La trama è una non-trama. Un giovane scrittore omosessuale, che sa di dover morire entro un anno, torna a casa, dopo una lunga assenza. Ritrova la madre, una donna forte, ma apparentemente indifferente, Antoine, il fratello che non è riuscito a lasciare la famiglia, Suzanne, la sorella, che ha vissuto nel mito di Louis e ora lo ritrova diverso da come lo aveva immaginato e la cognata Catherine, una donna limitata e incline alle gaffes. Dopo una giornata (una domenica immaginata o raccontata, poiché Lagarce non rivela se è pre o post-mortem), Louis se ne andrà senza aver rivelato nulla. “Dai personaggi – spiega Ronconi – emerge una corrente di amore-non amore, una tensione affettiva, creata dal particolare linguaggio spezzato di Lagarce”. Una complessità verbale che ha sconcertato gli stessi francesi e che svela la semplicità assoluta di sentimenti comuni e profondi. “Così profondi – prosegue il regista – che i personaggi non riescono a enunciarli, evidenziando così lo iato insanabile tra il pensiero e linguaggio”. C’è chi si rifugia nel silenzio, come Louis, oppure chi evoca l’abisso del quotidiano in una serie di passaggi e pseudo-monolghi frammentati. “E’ una sorta di letteratura drammaturgica che ha le sue radici in Beckett e sarà sicuramente un’esperienza nuova per il pubblico”.

Interessanti le reazioni degli attori. Il protagonista, Riccardo Bini, confessa di aver vissuto il testo come una sorta di mistero medioevale. Melania Giglio (Suzanne) paragona il suo incontro con Lagarce a quello con Edward Bond. “Ho cambiato modo di recitare dopo aver fatto Atti di guerra: una trilogia di Bond, con la regia di Luca Ronconi. Dopo Giusto la fine del mondo per me ci sarà sempre un prima e dopo Lagarce”. “Se si cerca di ragionare sul testo di Lagarce – spiega Pierluigi Corallo (Antoine),  si perde in partenza. Bisogna arrendersi all’idea che il filo del testo si perde e si ritrova solo in corsa”.
Imprevisti di scena a parte. “Ci siamo talmente immersi nel testo – ironizza Melania Giglio – che ora ci ritroviamo a chiacchierare al bar usando il linguaggio di Lagarce”.

Piccolo Teatro Studio, via Rivoli 6 (M2 Lanza) – dal 28 marzo al 9 aprile 2009

Giusto la fine del mondo di Jean-Luc Lagarce
traduzione Franco Quadri
regia Luca Ronconi
impianto scenografico a cura di Marco Rossi
costumi Margherita Baldoni
luci Claudio De Pace
Con Riccardo Bini (Louis),Melania Giglio (Suzanne), Pierluigi Corallo (Antoine), Francesca Ciocchetti (Catherine), Bruna Rossi (la madre)

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Domenica 29 marzo, ore 21.
Durata: 2 ore e 15’

Per informazioni e prenotazioni:
www.piccoloteatro.org

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