Play, l’entusiasmante coreografia sportiva dei Kataklò

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Play - Foto di Alessia Mazza

Non mi capita spesso di amare uno spettacolo incondizionatamente.

E’ il caso di Play, dei Kataklò, che ho avuto il piacere di assaporare martedì scorso al Teatro Nuovo di Milano. Dico assaporare, perché me lo sono davvero gustato, in una totale armonia dei sensi. Costruito come un omaggio appassionato allo sport attraverso la danza, Play è il risultato dell’abilità-atletico coreografica di un eccezionale gruppo di otto danzatori, che spaziano sulle suggestive note new age di Ajad, dal volley al calcio al rugby, tra danza classica, divertenti pantomime e cenni di hip hop. Con una leggiadria e una sensualità che onestamente non mi aspettavo. L’esperienza con Moses Pendleton di Giulia Staccioli, che ne firma regia e coreografia, è nota e traspare spesso da alcune coreografie. Personalissimo è però l’uso ironico e quasi quotidiano del gesto atletico che fa di Play uno spettacolo davvero coinvolgente. E infatti il pubblico -- tra cui erano presenti i primi membri storici dei Kataklò -- ha risposto con entusiasmo con un tifo forse più sportivo che tersicoreo. Ed è bello vedere una reazione simile in un teatro. Ma è proprio impossibile non rimanere folgorati dalla funambolica abilità di rugbisti, tennisti, corridori, sciatori e calciatori -- valorizzati dagli originali costumi di Sara Costantini -- in continuo equilibrio tra evocazione sportiva e una massiccia dose di autoironia. Bellissimo, uno spettacolo italiano da tempo in tournée di cui essere fieri. Da vedere assolutamente.

Vi consiglio intanto un’occhiata a questo filmato:

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