Il principe della gioventù e la difficile strada dell’opera musical

Una scena de Il Principe della gioventù

Una scena de Il Principe della gioventù

La strada dell’opera musical non è affatto facile da percorrere. Notre-Dame de Paris ha aperto la strada del refrain melodico popolare, ma in pochi, se non lo stesso Cocciante, sono riusciti a proseguire il cammino. Sulla carta, Il Principe della gioventù -- che ha debuttato lo scorso 6 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano -- , scritto da quel grande musicista che è Riz Ortolani (creatore tra l’altro della colonna sonora de Il Sorpasso), con liriche di Ugo Chiti, regia. scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, ha in effetti tutte le premesse del grande show. Prima di tutto la storia, tratta da un episodio storico cruento e avvincente come “la congiura dei Pazzi” e poi scene e luci grandiose  e un ottimo cast, proveniente dal meglio del giovane panorama del musical italiano. Eppure l’opera non prende. La musica non rimane, in perenne equilibrio tra l’impennata trionfale e la dissonanza, decisamente fuori luogo. La storia dello sfortunato fratello di Lorenzo il Magnifico (Graziano Galatone, apprezzato interprete di Notre Dame e di Tosca, amore disperato), Giuliano de’ Medici (Edoardo Luttazzi, Giuda nel Jesus Christ Superstar della Rancia), innamorato della bella Fiammetta Gorini (Valentina Spalletta, proveniente dall’Accademia Tuttinscena dei fratelli Insegno e interprete di Rizzo nell’ultimo Grease della Rancia)  e massacrato nell’eccidio ordito da Franceschino dei Pazzi (Sandro Querci, da anni attivissimo nel musical, da Bulli e Pupe ad Alta società), appare frammentaria e di sicuro risulterebbe ben poco comprensibile a un potenziale pubblico straniero poco avvezzo alla storia rinascimentale. I personaggi non emergono a livello psicologico e sono privi di un tema musicale che li caratterizzi. L’impatto musicale non sostiene l’impatto visuale. Prevale il melodico semza impennate pop incisive, come accadeva con i trascinanti Il tempo delle cattedrali e Asilo di Notre dame de Paris, nello stesso Giulietta e Romeo di Cocciante o con il bellissimo tormentone  Les rois du monde da Roméo et Juliette, hit musical d’Oltralpe datata 2001  di Gérard Presgurvic. Forse qualcuno di voi se lo ricorda:

Per contro vi propongo questo spezzone dal Principe della Gioventù. Aspetto commenti e riflessioni in proposito.

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