Tennesse Williams, Almodóvar e La Agrado

E’ tempo d’estate quindi di divagazioni. Penderò quindi spunto dalla notizia del debutto lo scorso 23 luglio al Donmar Warehouse di Londra di A Streetcar named desire (Un tram che si chiama desiderio), con Rachel Weisz diretta da Rob Ashford nel ruolo di Blanche DuBois. Theatermania.com e The Observer tessono lodi unanimi alla splendida attrice vincitrice di un Oscar nel 2006 con The Constant Gardener. Non penso sia facile riproporre il capolavoro di Tennesse Williams ai giorni nostri. Nell’immaginario collettivo Blanche resterà sempre Vivien Leigh e Stanley Kowalski Marlon Brando nel film di Elia Kazan del 1951.
Il suo “Hey Stella!” è un caposaldo della recitazione contemporanea. Guardatelo e impressionatevi:

Il grande Marlon tra l’altro lo aveva già portato a Broadway il 3 dicembre 1947 sempre per la regia di Elia Kazan, con Jessica Tandy nel ruolo di Blanche DuBois.

E come non citare la versione italiana del 1949 dell’Eliseo di  Roma, con la regia di Luchino Visconti? C’erano Rina Morelli, Vittorio Gassmann, Vivi Gioi e Marcello Mastroianni.
In tema di citazioni, personalmente ho una predilezione per un film che mi commuove sempre ogni volta che lo riguardo: Tutto su mia madre di Pedro Almodóvar. Come penso saprete, la storia è incentrata su una madre che perde tragicamente il figlio adolescente e ha come tema portante la messa in scena di Un tram che si chiama desiderio, in cui Marisa Paredes ha il ruolo di Blanche. E in effetti tutto il lungometraggio del regista spagnolo, proprio come il dramma di Williams  elabora attraverso dei personaggi ineguagliabili il divario tra desideri e  apparenza.
Perché, come dice il transessuale Agrado, ovvero la mitica Antonia San Juan, nel suo celebre monologo “una es más auténtica cuanto más se parece a lo que ha soñado de sí misma”…una è più autentica quanto più assomiglia a quella che ha sognato di essere.
Ve lo riporto nella versione originale spagnola, inimitabile:

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