Le Père Noël est une ordure e il gruppo dello Splendid
Le Père Noël est une ordure è un mio pallino. Trattasi di commedia francese del 1979 completamente folle e politically uncorrect. Altro che Sacha Baron Coen e il suo Borat. Un concentrato di cattiveria esilarante scritto da un gruppo di autori-attori eccezionali, fondatori negli anni ‘70 del collettivo del caffé-teatro pargino Splendid. Alla vigilia di Natale si incrociano i destini di un gruppo di casi umani più o meno consapevoli: Thérèse (Anémone) e Pierre (Thierry Lhermitte), due volontari di S.O.S. Détresse amitié (il nostro telefono amico), il loro vicino di casa iugoslavo M. Preskovic (Bruno Moynot) che cerca di convincerli ad assaggiare delle terribili specialità culinarie, come il “doubitchou” di Sofia (”roulé à la main sous les aisselles” ovvero “arrotolato a mano sotto le ascelle”), il travestito in crisi sentimentale Katia (Christian Clavier), la caustica Madame Musquin (Josiane Balasko presente solo nella versione cinematografica), Josette (Marie-Anne Chazel), una freak idiota e incinta, perseguitata da Félix, il fidanzato violento travestito da Babbo Natale. E un maniaco sessuale telefonico interpretato da Michel Blanc. Impossibile raccontare la trama, che è un fuoco di fila di battute e situazioni al limite del cinismo. Vi riporto solo qualche battuta che basterà a darvi un’idea:
Dice Pierre: Je n’aime pas dire du mal des gens, mais effectivement elle est gentille. (Non mi piace parlare male della gente ma in effetti è molto gentile)
“C’est là que je me rends compte que malheureusement je vous ai beaucoup moins bien réussi que le porc…” (”Mi rendo conto che sfortunatamente siete riuscita molto meno bene del maiale -- in riferimento al ritratto che ha fatto e regalato a Thérèse”)
Dice Thérèse: “…les homosexuels sont des gens comme les autres [...] ils sont souvent très fins, voir cultivés, regardez donc Marcel Proust”. (”Gli omosessuali sono persone come le altre [...] sono spesso molto fini, colte, pensi a Marcel Proust”.)
“Moi j’ai presque terminé mes gants pour mes petits lépreux de Jakarta. Je trouve ça complètement inutile, c’est tout la Croix-Rouge ça, ils me demandent de faire des gants à trois doigts. Dites, vous ne croyez pas que j’aurais plus vite fait de faire des moufles?” (”Ho quasi finito i miei guanti per i piccoli lebbrosi di Giakarta. Lo trovo completamante inutile, è la Croce Rossa che mi chiede di fare dei guanti a tre dita. Dica, non crede che farei prima a fare delle muffole?”)
Le Père Noël est une ordure fu portata in scena la prima volta allo Splendid nell’ottobre del 1979. Divenne poi un film diretto da Jean-Marie Poiré nel 1982, ben presto diventato di culto con numerosi passaggi televisivi. Da noi si ricorda una messa in scena di Claudio Insegno, decisamente passata sotto silenzio. Peccato davvero. Anche perché il gruppo dello Splendid ha dato vita ad alcuni dei maggiori successi teatrali e cinematografici francesi degli ultimi anni come Amours, coquillages et crustacés (al cinema diede origine all’esilarante trilogia de Les Bronzés, diretta da Patrice Leconte) e ha messo in evidenza il talento di Josiane Balasko, autrice, attrice, regista, sceneggiatrice, scrittrice e costumista di cui basterà citare i successi teatrali di Nuit d’ivresse, L’ex femme de ma vie e il recentissimo Tout le monde aime Juliette (che ha presentato lo scorso inverno sempre allo Splendid).
Ecco a mio modesto parere due dei migliori momenti di Le Père Noël est une ordure:
Thérèse importunata al telefono dal maniaco sessuale:
Thérèse che regala a un gilet a Pierre. Che prima lo scambia per uno straccio e poi lo giudica perfetto per andare a buttare la spazzatura:
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