Folgorata dai Tap Dogs!

Ricordo di aver visto i Tap Dogs al Teatro Smeraldo nel maggio del ‘98. Fu amore a prima vista. Ero stata trascinata a vederli da un’amica e nutrivo una certa diffidenza da “purista” nei confronti di questi rivoluzionari tap dancers australiani. Ero pur sempre stata cresciuta a pane e Fred Astaire, Gene Kelly e Donald O’Connor. A sorpresa, la classe e la tecnica dei grandi del passato permeava tutto lo spettacolo dei Tap Dogs, ma la novità era un’altra: musiche, scenografie, costumi al servizio di un tip tap post-industriale, acrobatico e potentissimo. Al suono di claquettes montate su anfibi, look rock e aggressivo da men at work, sei aitanti giovanotti deliziavano il pubblico (soprattutto femminile, posso confermarlo) con coreografie atletiche su piattaforme mobili o su spazi ben poco inclini all’equilibrio, al suono di ritmi coinvolgenti, tra il rock e l’afro-cubano. Folgorata dai Tap Dogs, con gli anni mi sono documentata: ho scoperto che sono stati fondati dal ballerino e coreografo australiano Dein Perry, coadiuvato dal regista Nigel Triffitt e dal compositore Andrew Wilkie e che il loro primo show debuttò nel 1995 al Sydney Theatre Festival. In Europa si sono rivelati con il Festival di Edimburgo del ‘95 e da allora hanno conuistato i teatri mondiali, vincendo premi come l’Olivier Award nel ‘96, il Pegaso al Festival di Spoleto e l’Obie Award (il premio dell’off Broadway) a New York. C’è anche da dire che una compagine di mille Tap Dogs ha danzato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Sydney del 2000. La compagnia miete tuttora successi mondiali ed è attivissima. In Italia mancano dal 2007. Io putrtroppo non sono più riuscita a rivederli da quel lontano 1998…a quando un’altra tournée da noi?

Guardate intanto questo video:

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