Quando To be or not to be diventa Ser o no ser

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Essere una teatro-maniaca e girovagare sul web può far scoprire notizie interessanti. Vi ricordate della versione di Essere o non essere che Letizia Compatangelo ha tratto dal soggetto originale di Melchior Lengyel? Diretta da Antonio Calenda, è andata in scena la scorsa stagione con l’inedita coppia Pambieri-Mazzucato sulle orme di Lombard e Benny. Lubitsch aveva tratto il suo capolavoro Vogliamo vivere! (in originale era comunque To be or not to be -- 1942) proprio dal testo di Lengyel. Che diede origine al remake dell’83 di Mel Brooks.

Testo originale, film, remake del fim e versione teatrale italiana da Lengyel. Ebbene esiste anche un’edizione teatrale di Nick Whitby tratta dal film di Lubitsch. Debuttò a Broadway prodotta dal Manhattan Theatre Club nel 2008. La regia era di Casey Nicholaw e gli interpreti Peter Benson, David Rasche, Peter Maloney e Jan Maxwell. Con mia sorpresa ho letto che l’11 settembre debutterà al Teatro Alcázar di Madrid la versione spagnola della commedia di Whitby, prodotta dal Teatro Meridional. La traduzione è di Julio Salvatierra e la regia è di Álvaro Lavín. Ser o no ser è interpretato da alcuni dei migliori attori della scena spagnola come Amparo Larrañaga, José Luis Gil (tra l’altro ottimo doppiatore di Hugh Grant, Woody Harrelson e Patrick Swayze) e Carlos Chamarro.

Dimenticavo, ennesima chiccca: sapevate che esiste anche un adattamento radio-dramma di To Be or Not to Be, prodotto dallo Screen Guild Theatre nel ‘43, con William Powell e Diana Lewis?

Intanto godetevi Mel Brooks che rappa sulle note di To be or not to be. Puro umorismo nero, Brooks style:

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