“Girgenti amore mio”. Emozione e ironia nel nuovo spettacolo di Gianfranco Jannuzzo

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Con “Nord e Sud” Gianfranco Jannuzzo aveva rivelato insospettabili punti in comune del Belpaese, con una spassosa galleria di personaggi, in un esilarante viaggio tra dialetti e abitudini italiche. Dopo anni di successi e di repliche, dal 2003 a oggi, con record di ascolti televisivi – e non è bastata la collocazione in tarda serata a fermarlo – Jannuzzo riprende il tema a lui caro del dialogo con le proprie radici, partendo dalla natia Agrigento, un tempo Girgenti.
“Girgenti amore mio”, in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 3 gennaio -  vuole essere una sorta di vaso di Pandora, da cui si propagano memorie, visioni, profumi legati alle memorie dell’attore, in un anomalo crogiuolo di emozioni e razionalità. Un incrocio che accomuna ogni italiano alla propria terra di origine. Paradossalmente, questa comunanza di sensi e raziocinio è esplorata attraverso le mille contraddizioni legate al nome di Girgenti. La coda per l’acqua – occasione per esprimere un amaro sfogo contro lo spettro della criminalità organizzata – l’amore per la donna, venerata ossessivamente come madre, moglie e amante, la presenza del Mediterraneo come simbolo di mescolanza di razze e culture, la voglia di appartenenza insieme alla necessità di esplorare nuove realtà, fino alla venerazione per San Calogero, il santo nero, “scelta più che curiosa – sottolinea ironicamente l’attore, soprattutto in un’epoca di respingimenti come la nostra”.
Lo spettacolo, diretto da Pino Quartullo e scritto a quattro mani dallo stesso Jannuzzo e Angelo Callipo, soprende piacevolmente per la scelta niente affatto scontata di un’atmosfera riflessiva e crepuscolare. Sottolineato dalle bellissime musiche di Francesco Buzzurro, il testo affronta temi importanti, come l’omertà, la nostalgia, l’amore per le donne, riuniti sotto la comune bandiera delle emozioni, che non conosce barriere regionali. Non mancano certamente i momenti di puro divertimento, a volte ripresi da alcuni degli sketch più divertenti di “Nord e Sud”. Come l’esilarante episodio sulla diversità dei funerali nelle regioni italiane e quello sulla famigliola siciliana al mare, da vero applauso a scena aperta.

Uno spettacolo di ottimo spessore, valorizzato da un attore che ha il pregio di non annoiare mai e soprattutto di emozionare profondamente.

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