Pennac e “Bartleby”: imperdibile lettura-spettacolo dello scrittore al Teatro Argentina di Roma

E’ stato amore a prima vista per alcuni dei più grandi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Perec, Calvino, che lo hanno studiato, rivoltato, imitato e tradotto in ogni modo.
Si tratta di “Bartelby lo scrivano”, forse uno dei più bei racconti della letteratura moderna, sicuramente di quella nordamericana. Herman Melville lo scrisse e pubblicò, inizialmente anonimo, nel lontano 1853.
E’ la storia, a tratti surreale, di uno scrivano appena assunto da un avvocato di Wall Street che respinge educatamente ogni richiesta lavorativa del capoufficio. Un comportamento inspiegabile, forse causato da  trauma inespresso o forse da una pazzia catatonica.
Un enigma che ha affascinato anche lo scrittore francese Daniel Pennac, che si appresta a portarlo in scena, dal 5 al 7 febbraio al Teatro Argentina di Roma, in una lettura spettacolo nell’ambito del progetto “Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia”. L’adattamento dell’allestimento, prodotto Théâtre de la Pépinière, Les Productions de l’Explorateur, è dello stesso Pennac mentre la regia è di François Duval.
“Coup de foudre” a parte ecco come Pennac spiega la sua prova: …”tutta la mia vita ho letto ad alta voce. (A voce altra). E questo doveva prima o poi finire sulla scena di un teatro. Tanto più che oggi ho la stessa età del narratore di questa storia. E’ sciocco, ma comunque ci unisce”.

E’ stato amore a prima vista per alcuni dei più grandi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Perec, Calvino, che lo hanno studiato, rivoltato, imitato e tradotto in ogni modo.

Daniel Pennac

Daniel Pennac

Si tratta di “Bartelby lo scrivano”, forse uno dei più bei racconti della letteratura moderna, sicuramente di quella nordamericana. Herman Melville lo scrisse e pubblicò, inizialmente anonimo, nel lontano 1853.  Al cinema ha conosciuto ben due versioni, una con Paul Scofield e John McEnery, datata 1970 e l’altra del 2001 con Crispin Glover e David Paymer, diretti da Jonathan Parker.

E’ la storia, a tratti surreale, di uno scrivano appena assunto da un avvocato di Wall Street che respinge educatamente ogni richiesta lavorativa del capoufficio. Un comportamento inspiegabile, forse causato da  trauma inespresso o forse da una pazzia catatonica.

Un enigma che ha affascinato anche lo scrittore francese Daniel Pennac, che si appresta a portarlo in scena, dal 5 al 7 febbraio al Teatro Argentina di Roma, in una lettura spettacolo nell’ambito del progetto “Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia”. L’adattamento dell’allestimento, prodotto Théâtre de la Pépinière, Les Productions de l’Explorateur, è dello stesso Pennac mentre la regia è di François Duval.

“Coup de foudre” a parte, ecco come Pennac spiega la sua prova: …”tutta la mia vita ho letto ad alta voce. (A voce altra). E questo doveva prima o poi finire sulla scena di un teatro. Tanto più che oggi ho la stessa età del narratore di questa storia. E’ sciocco, ma comunque ci unisce”.

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