Dal 20 gennaio al Teatro Libero di Milano uno spettacolo manifesto contro l’omofobia

Andrà in scena domani fino al 26 gennaio al Teatro Libero di Milano, “Vincent River” del poliedrico artista inglese Philip Ridley. Ridley, attivo anche come fotografo, scrittore, pittore e regista, ha scritto il testo nel 2000 come reazione a numerose aggressioni omofobe nelle periferie londinesi.
E anche in Italia purtroppo l’argomento è di attualità, a causa di alcuni fatti tristemente noti, un momento di particolare attenzione nei confronti delle discriminazioni verso gli omosessuali.
“Vincent River”, che ha debuttato ha debuttato da noi nel 2008 a Bracciano, nell’ambito di Opere Festival, mette in scena
due personaggi legati da una tragedia iniziale. E’ la scomparsa di Vincent River, un giovane omosessuale trovato morto nei
bagni della stazione di Shoredith, sarcasticamente chiamata dagli abitanti della zona “la Sodoma e Gomorra del
quartiere”.
La morte di Vincent porta con sè l’angoscia di Anita, la madre, costretta ad andarsene dal quartiere per l’ostilità del
vicinato e quello di Davey, il ragazzo che ha trovato il corpo di Vincent e che non riesce a dimenticarne il volto.
Due disperazioni che si incontrano e si raccontano fino a un drammatico finale.
In scena Francesca Bianco e Michele Maganza, che curiosamente, nella vita, sono madre e figlio. La regia è di Carlo
Emilio Lerici, figlio del drammaturgo Roberto Lerici.
Una personale annotazione legati a un attore che amo molto: Ridley ha diretto due film con Viggo Mortensen molto apprezzati dalla critica: “Riflessi sulla pelle (The reflecting Skin)” del 1990 e “Darkly Noon, passeggiata nel buioi(The Passion of Darkly Noon)” del 1995.

Andrà in scena dal 20  al 26 gennaio al Teatro Libero di Milano, “Vincent River” del poliedrico artista inglese Philip Ridley. Ridley, attivo anche come fotografo, scrittore, pittore e regista, ha scritto il testo nel 2000 come reazione a numerose aggressioni omofobe nelle periferie londinesi.

E anche in Italia purtroppo l’argomento è di attualità, a causa di alcuni fatti tristemente noti, un momento di particolare attenzione nei confronti delle discriminazioni verso gli omosessuali.

Vincent River 2“Vincent River”, che ha debuttato ha debuttato da noi nel 2008 a Bracciano, nell’ambito di Opere Festival, mette in scena  due personaggi legati da una tragedia iniziale. E’ la scomparsa di Vincent River, un giovane omosessuale trovato morto nei bagni della stazione di Shoredith, sarcasticamente chiamata dagli abitanti della zona “la Sodoma e Gomorra del quartiere”.

La morte di Vincent porta con sè l’angoscia di Anita, la madre, costretta ad andarsene dal quartiere per l’ostilità del vicinato e quello di Davey, il ragazzo che ha trovato il corpo di Vincent e che non riesce a dimenticarne il volto.

Due disperazioni che si incontrano e si raccontano fino a un drammatico finale.

In scena Francesca Bianco e Michele Maganza, che curiosamente, nella vita, sono madre e figlio. La regia è di Carlo Emilio Lerici, figlio del drammaturgo Roberto Lerici.

Una personale annotazione legata a un attore che amo molto: Ridley ha diretto due film con Viggo Mortensen molto apprezzati dalla critica: “Riflessi sulla pelle (The reflecting Skin)” del 1990 e “Darkly Noon, passeggiata nel buioi(The Passion of Darkly Noon)” del 1995.

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