Ritorna “Aggiungi un posto a tavola”, con Gianluca Guidi diretto da Johnny Dorelli
Ho visto per la prima volta “Aggiungi un posto a tavola” al Teatro Nazionale di Milano nel 2003.
Naturalmente avevo già avuto degli assaggi televisivi della versione del ‘74 della storica commedia musicale di Garinei Giovanni, Jaja Fiastri e Armando Trovajoli. Allora c’erano Johnny Dorelli, Paolo Panelli, Bice Valori e Daniela Goggi. Lo stesso Dorelli fu poi interprete di altre due edizioni, nel ‘77 e nel ‘90 e di un’altra ancora all’Adelphi Theatre di Londra, nel 1978. Senza contare che lo spettacolo ha dato vita a ben cinquanta versioni in tutto il mondo.
Io mi dovetti accontentare di un Giulio Scarpati poco avvezzo alle esibizioni canore e di una Martina Stella di un’imbarazzante inesperienza. In compenso i loro compagni di scena si chiamavano Enzo Garinei, Max Giusti e Chiara Noschese e la storia e la musica erano talmente piacevoli da far quasi dimenticare la scelta poco azzeccata dei protagonisti.

E’ in questi giorni al Teatro degli Arcimboldi di Milano, una nuova edizione di “Aggiungi un posto a tavola”, nata in occasione dei sessant’anni del Teatro Sistina e dei trentacinque dal suo debutto. La regia è quella originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, ripresa da Johnny Dorelli, chiamato a dirigere il figlio Gianluca Guidi e un cast di buon livello.
La storia, come ormai è noto, narra le avventure di Don Silvestro e del suo paese, scelti da Dio per costruire una nuova arca e salvarsi dal secondo diluvio universale. Nel ruolo di Don Silvestro Gianluca Guidi, pur assomigliando inequivocabilmente per abilità canora e recitativa al genitore, dà una personale carica di ironia al personaggio, molto apprezzata dal pubblico. In barba ai suoi ottantatré anni, Enzo Garinei è un Crispino – il sindaco del paese – , molto divertente. Consolazione, la “meretrice” forestiera, ha la silhouette non proprio da sciantosa di Marisa Laurito. Ma la carica di simpatia dell’attrice è tale da allontanare anche i dubbi più che giustificati sulle sue possibilità canore. Ottimi Marco Simeoli nei panni di Toto, lo scemo del paese innamorato di Consolazione e Valentina Cenni in quelli di Clementina la ragazza innamorata di Don Silvestro. Che differenza con la Clementina bamboleggiante di Martina Stella che ricordavo.
Oltre alle belle musiche di Trovajoli (un vero peccato però che siano su base registrata), la fa da padrone la scenografia ideata da Giulio Coltellacci, con il famoso girevole che si apre alternativamente sulla canonica, la piazza con il sagrato e l’Arca.
Inevitabilmente datate e molto 70’s le coreografie di Gino Landi.
Ma in fondo un tocco vintage nello spettacolo che è entrato nella storia della commedia musicale italiana ci può stare.
Filed Under: Musical, recensioni
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