Elio, Enrico Intra e l’”Opera da tre soldi” al Piccolo Teatro Strehler

Premetto che non sono una patita di Brecht ma l’occasione è ghiotta: vedere insieme sul palco Elio ed Enrico Intra. L’appuntamento con “Elio e il jazz da tre soldi” sarà venerdì 19 (alle ore 21) e domenica 21 febbraio (alle ore 16) al Piccolo Teatro, quando il mitico cantante delle Storie Tese e il geniale musicista Enrico Intra con il suo ensemble rivisiteranno in jazz l’Opera da tre soldiper ripercorrere insieme, in chiave jazz ma non solo, le arie dell’Opera da tre soldiaccompagnate da immagini, particolari, disegni tratti da opere del Realismo tedesco.
Bertolt Brecht ambientò L’opera da tre soldi= (1928), in un universo di miserabili, poveri e prostitute della Londra dei primi del Novecento, con un chiaro intento di denuncia sociale.Ad accompagnare il testo, i brani musicali scritti appositamente da Kurt Weill che attingevano al jazz, al cabaret e alla tradizione liederistica.
“L’incontro della musica di Weill con il jazz non è casuale – spiega Enrico Intra  la celeberrima Ballata di Mackie Messer è un vero evergreen della musica jazz, interpretata da grandissimi artisti internazionali. Kurt Weill ha il jazz nel dna: l’ha scoperto nel suo ‘periodo americano’, se n’è innamorato. E il suo tipo di armonizzazione, modernissimo per l’epoca, è molto congeniale al modo di armonizzare di noi jazzisti”.
“L’opera da tre soldi non è ‘roba per intellettuali’ – precisa Elio , come potrebbero pensare alcuni. È un testo sconvolgente, rivoluzionario e allo stesso tempo semplice, immediato e di facile comprensione. Ma soprattutto attualissimo: potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri e molti personaggi contemporanei dovrebbero riconoscersi”.
“Mi viene data l’opportunità di interpretare brani che ho sempre sognato di cantare – aggiunge Elio – e, anche se sono in un certo senso svincolati dal contesto, io penso che il pubblico riuscirà a comprendere l’evoluzione degli eventi nei quali queste musiche erano state inserite. Da parte mia aiuterò gli spettatori con alcune frasi, un ‘rap’ nel quale sarò libero di improvvisare, ma anche di raccontare”.

Premetto che non sono una patita di Brecht, ma l’occasione è ghiotta: vedere insieme sul palco Elio ed Enrico Intra non capita tutti i giorni.

L’appuntamento con “Elio e il jazz da tre soldi” sarà venerdì 19 (alle ore 21) e domenica 21 febbraio (alle ore 16) al Piccolo Teatro di Milano, quando il mitico cantante delle Storie Tese e il geniale pianista e compositore milanese, con il suo ensemble,  rivisiteranno in chiave jazz ma non solo, le arie dell”‘Opera da tre soldi”, illustrate da immagini e  disegni tratti da opere del Realismo tedesco.

Bertolt Brecht ambientò L’opera da tre soldi (1928), in un universo di miserabili, poveri e prostitute della Londra dei primi del Novecento, con un chiaro intento di denuncia sociale. Ad accompagnare il testo, i brani musicali scritti appositamente da Kurt Weill che attinse a piene mani al jazz, al cabaret e alla tradizione liederistica.

eliointra_or_foto marasco

Infatti secondo Enrico Intra “l’incontro della musica di Weill con il jazz non è casuale: la celeberrima “Ballata di Mackie Messer” è un vero evergreen della musica jazz, interpretata da grandissimi artisti internazionali. Kurt Weill ha il jazz nel dna: l’ha scoperto nel suo ‘periodo americano’, se n’è innamorato. E il suo tipo di armonizzazione, modernissimo per l’epoca, è molto congeniale al modo di armonizzare di noi jazzisti”.

“L’opera da tre soldi non è “roba per intellettuali” – precisa Elio, come potrebbero pensare alcuni. È un testo sconvolgente, rivoluzionario e allo stesso tempo semplice, immediato e di facile comprensione. Ma soprattutto attualissimo: potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri e molti personaggi contemporanei dovrebbero riconoscersi”.

Con un tocco personale di Elio, che permetterà al pubblico di comprendere meglio i brani. “Anche se sono in un certo senso svincolati dal contesto, io penso che il pubblico riuscirà a comprendere l’evoluzione degli eventi nei quali queste musiche erano state inserite. Da parte mia aiuterò gli spettatori con alcune frasi, un ‘rap’ nel quale sarò libero di improvvisare, ma anche di raccontare”.

Una curiosità: Bertold Brecht assistette di persona, nel 1956, alla prima dell’”Opera da tre soldi”,  nella messa in scena diretta da Giorgio Strehler.

La foto è di Attilio Marasco.

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