Enzo Giraldo, un attore per tutte le stagioni: dalla prosa al set, passando per la lirica

Enzo Giraldo è una presenza decisamente imponente delle scene italiane. E non solo perché ama definirsi “l’attore più alto d’Italia”. Grazie infatti a una solida preparazione  all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e a un naturale eclettismo, ha dimostrato capacità poliedriche, che lo fanno spaziare dal comico al drammatico, dalla prosa alla lirica, dalla televisione al teatro.
Sulle scene, vanta un esperienza pluri-ventennale accanto ad alcuni giganti, come Giuseppe Patroni Griffi  (con cui tra il 1988 e il 1993 ha lavorato in “Questa sera si recita a soggetto”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Ciascuno a suo modo” e “Trovarsi”) Dario Fo (“Il Papa e la Strega”, “Una giornata qualunque”, “Zitti! Stiamo precipitando” tra l’89 e il ‘91), Andrée Ruth Shammah (“L’albergo del libero scambio” 1986-87) e recentemente Robert Carsen (“Madre e coraggio e i suoi figli” al Piccolo Teatro nella stagione 2006). In televisione ha lavorato in tutti i principali programmi di intrattenimento e fiction degli ultimi anni, da “Scherzi a parte”, “Quelli che il Calcio”, “L’Italia sul due”, “Camera Cafè”, “La Grande notte”, “Casa Vianello”, “Vivere”, “Nebbie e Delitti 2”, “Love Bugs”.
In questa stagione, lo si è visto in due interessanti allestimenti di cui vi avevo parlato:  “Nodo alla gola”, che in sole due settimane di programmazione al Teatro Verga è diventato un piccolo fenomeno di culto e “Il cielo è sempre più blu” al Teatro Arsenale.
Da ben tre anni è mimo attore per il Teatro alla Scala sotto la regia del grande Patrick Chereau.  Dopo “Tristano e Isotta” (2009),  stasera debutterà in “Da una casa di morti” grandioso affresco lirico di Janecek tratto da Dostojesvski che ha già conquistato mezza Europa e l’America. Tra l’altro, ho avuto la fortuna di assistere alla generale di venerdì e qui troverai la mia recensione.

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Enzo Giraldo è una presenza decisamente imponente delle scene italiane. E non solo perché ama definirsi “l’attore più alto d’Italia”. Grazie infatti a una solida preparazione  all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e a un naturale eclettismo, ha dimostrato capacità poliedriche, che lo fanno spaziare dal comico al drammatico, dalla prosa alla lirica, dalla televisione al teatro.

Sulle scene, vanta un esperienza pluri-ventennale accanto ad alcuni giganti, come Giuseppe Patroni Griffi  (con cui tra il 1988 e il 1993 ha lavorato in “Questa sera si recita a soggetto”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Ciascuno a suo modo” e “Trovarsi”), Dario Fo (“Il Papa e la Strega”, “Una giornata qualunque”, “Zitti! Stiamo precipitando” tra l’89 e il ‘91), Andrée Ruth Shammah (“L’albergo del libero scambio” 1986-87) e recentemente Robert Carsen (“Madre e coraggio e i suoi figli” al Piccolo Teatro nella stagione 2006). In televisione ha lavorato in tutti i principali programmi di intrattenimento e fiction degli ultimi anni, da “Scherzi a parte”, “Quelli che il Calcio”, “L’Italia sul due”, “Camera Cafè”, “La Grande notte”, “Casa Vianello”, “Vivere”, “Nebbie e Delitti 2”, “Love Bugs”.

In questa stagione, lo si è visto in due interessanti allestimenti di cui vi avevo parlato:  “Nodo alla gola”, che in sole due settimane di programmazione al Teatro Verga è diventato un piccolo fenomeno di culto e “Il cielo è sempre più blu” al Teatro Arsenale.

Da ben tre anni è mimo-attore per il Teatro alla Scala sotto la regia del grande Patrice Chéreau.  Dopo “Tristano e Isotta” (2009),  stasera debutterà in “Da una casa di morti” grandioso affresco lirico di Leóš Janáček, tratto da Dostoevskij, diretto da Patrick Chéreau, che ha già conquistato mezza Europa e l’America. Tra l’altro, ho avuto la fortuna di assistere alla generale di venerdì e qui troverai la mia recensione.

Qui puoi leggere la mia intervista a Enzo Giraldo.

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