Donna Rosita e il cuore semplice di Flaubert

Quando si parla del teatro di Federico García Lorca i paralleli si sprecano: Lope de Vega, Valle-Inclán,  Calderón de La Barca.

Venendo al dramma “Donna Rosita Nubile” (”Doña Rosita la soltera o el lenguaje de las flores”) mi viene spontaneo pensare a un racconto di Flaubert che ho amato moltissimo ai tempi dell’università. Si tratta di “Un coeur simple”, presente nella splendida raccolta dei “Trois contes”.

Félicité, la protagonista di “Un coeur simple” si sta per sposare, ma il suo promesso la lascia per una donna ricca. Aspetterà un amore indefinito per tutta la vita, ma non lo conoscerà mai. Doña Rosita attende per trent’anni il fidanzato che, a sua insaputa, è convolato a nozze in Argentina. Un identico, tranquillo e terribile limbo in cui quasi nulla accade. Stessa fragile desolazione, stesse solitudini femminili. Il dramma dell’attesa che sfocia nel vuoto.

donnarosita_jonasson,ventaglio_foto attilio marascoIl grande regista spagnolo Lluis Pascual  porterà in scena al Piccolo Teatro Grassi “Donna Rosita nubile” dal 14 maggio al 6 giugno, con un cast imponente, che include alcuni tra i più  grandi attori di Strehler, come Gian Carlo Dettori, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti, lo scenografo Ezio Frigerio e la costumista di Franca Squarciapino.

Pascual afferma: “In Donna Rosita, García Lorca racconta la fedeltà a una memoria, descrive un modo fuori del tempo di vivere l’amore. Allo scorrere del tempo tocca il ruolo di protagonista e quando il tempo è protagonista, è della vita che si parla”.

Non so se García Lorca avesse letto la storia di Félicité. Ma questo sembra proprio bovarismo…

La foto di scena è di Attilio Marasco

Doña Rosita la soltera o el lenguaje de las flores

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