“Cercasi tenore”, la divertente commedia retrò di Ken Ludwig con Gianfranco Jannuzzo

Ernst Lubistch avrebbe tratto un film da “Cercasi tenore”, divertente commedia di Ken Ludwig tradotta in ben sedici lingue dal suo debutto al Londra nel 1986.
La storia di Max, re dell’opera per una sola notte, non è solo esilarante, ma anche deliziosamente retrò per l’ambientazione anni ‘30 e per una certa tipologia di personaggi.
Stanley Tucci ha riportato questa commedia sui palcoscenici di Broadway con grandissimo successo nel 2011. In Italia è ora la volta della compagnia La Fenice diretta da Giancarlo Zanetti, alla sua trentesima regia teatrale.
La storia si svolge appunto negli anni Trenta. Max (Gianfranco Jannuzzo), timido assistente del tirannico Saunders, direttore dell’Opera di Cleveland,in realtà aspira a diventare tenore. L’arrivo di Tito Merelli, acclamato e passionale tenore spagnolo, (nella versione originale ovviamente italiano), che dovrà interpretare Otello, getta in subbuglio tutto il piccolo mondo teatrale di provincia. Max, scopre, grazie a Tito, come gestire il suo talento vocale, Maggie, la figlia di Saunders sogna una notte d’amore con Tito, così come la soprano arrivista Diana, Saunders deve gestire i continui eccessi e litigi di Tito e della moglie Maria.  Tutto precipita quando Tito viene trovato esanime per un potente cocktail di alcol e sedativi. E Max dovrà sostituire Tito nel ruolo di Otello.
Gags a non finire, battute e situazioni divertenti. Non manca nulla a questa commedia. Forse un certo tipo di ritmo nella regia. Nell’ultima versione Broadway  Tucci  accentuava la cadenza da slapstick comedy, mentre Zanetti si concentra troppo sulla caratterizzazione linguistica spagnoleggiante un po’ greve di Tito e Maria. Qualche dubbio sulla scelta dei protagonisti. Jannuzzo è come al solito bravissimo nel caratterizzare il suo personaggio, ma sarebbe stato molto più adatto nel ruolo di Tito per fisicità e temperamento. Nella commedia di Ludwig, Max è infatti poco più che un giovanotto e l’effetto sorpresa nasce dalla sua trasformazione in mattatore. E Jannuzzo è sempre un mattatore della scena. Non a caso nell’ultima versione a Broadway il ruolo Max era del quasi incolore Justin Bartha e quello di Tito del trascinante Anthony LaPaglia.
Tra gli interpreti si distinguono anche gli ottimi Tiziana Bagatella e Fabrizio Apolloni, con una nota di merito anche per la brava e misurata Claudia Coli, proveniente dal Teatro Stabile di Genova e vincitrice dell’Oscar dei Giovani 2010.

Ernst Lubitsch avrebbe sicuramente tratto un film da “Cercasi tenore”, divertente commedia di Ken Ludwig, tradotta in ben sedici lingue dal suo debutto al Londra nel 1986.

La storia di Max, re dell’opera per una sola notte, non è solo esilarante, ma anche deliziosamente retrò per l’ambientazione anni ‘30 e per una certa tipologia di personaggi.

Stanley Tucci ha riportato “Lend me a tenor” sui palcoscenici di Broadway con grandissimo successo nel 201o. In Italia è ora la volta della compagnia Fenice diretta da Giancarlo Zanetti, alla sua trentesima regia teatrale.

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La storia si svolge appunto negli anni Trenta. Max (Gianfranco Jannuzzo), timido assistente del tirannico Saunders (Rodolfo Medina), direttore dell’Opera di Cleveland, in realtà aspira a diventare tenore. L’arrivo di Tito Merelli (Federico Pacifici), acclamato e passionale tenore spagnolo, (nella versione originale era italiano), che dovrà interpretare Otello, getta in subbuglio tutto il piccolo mondo teatrale di provincia. Max, scopre come gestire il suo talento vocale, Maggie (Clauda Coli), la figlia di Saunders e la soprano arrivista Diana (Stefania Papirio) sognano una notte d’amore con Tito, mentre Saunders ne deve gestire i continui litigi con la passionale consorte Maria (Milena Miconi). Tutto precipita quando Tito viene trovato esanime per un potente cocktail di alcol e sedativi. E se ne vedranno delle belle nel momento in cui Max si vedrà costretto a sostituire Tito nel ruolo di Otello.

Gags a non finire, battute e situazioni divertenti. Non manca nulla a questa commedia. Forse un certo tipo di ritmo nella regia. Nell’ultima versione Broadway, Tucci  accentuava la cadenza da slapstick comedy, mentre Zanetti si concentra troppo su alcuni aspetti forse più graditi al pubblico italiano, come la caratterizzazione linguistica spagnoleggiante un po’ greve di Tito e Maria. Qualche dubbio sulla scelta dei protagonisti. Jannuzzo è come al solito bravissimo a delineare il suo personaggio, ma sarebbe stato molto più adatto nel ruolo di Tito per fisicità e temperamento. Nella commedia di Ludwig, Max è infatti poco più che un giovanotto e l’effetto sorpresa nasce dalla sua trasformazione in mattatore. Ma Jannuzzo è già in partenza un mattatore della scena. Non a caso, nell’ultima versione di Broadway il ruolo Max era del quasi incolore Justin Bartha e quello di Tito del trascinante Anthony LaPaglia.

Tra gli interpreti si distinguono anche gli ottimi Tiziana Bagatella e Fabrizio Apolloni, con una nota di merito per la brava e misurata Claudia Coli, proveniente dal Teatro Stabile di Genova e vincitrice dell’Oscar dei Giovani 2010.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 26 febbraio e proseguirà poi la tournée in tutta Italia.

Le foto sono di Federico Riva

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