E’ uscito il 20 febbraio il secondo lavoro discografico di Francesco Di Giuseppe, chitarrista e compositore napoletano di cui avevo recensito il disco d’esordio, “A poca distanza dalla luna”.
Il titolo dell’album, “Chilometri e chilometri d’azzurro”, pubblicato da Video Radio/Rai Trade prende spunto da una frase tratta da “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini.
L’intenzione dichiarata è il tentativo di fondere in un’unica melodia Napoli e Roma, “due città così diverse, ma sotto certi aspetti così uguali” , accostandole a due strumenti ugualmente differenti nella loro somiglianza: chitarra classica e chitarra elettrica.
Come già in “A poca distanza dalla luna”, Francesco trasmette una sonorità calda, avvolgente, che si nota in particolare nei brani di impronta più tradizionalmente mediterranea, come appunto “Chilometri e chilometri d’azzurro”, ma anche “Qui s’incanta la gente” e “Il percorso delle feste”. L’indole melodica vira molto frequentemente verso i toni più descrittivi di “Finalmente noi”, che richiama un assolato spacco di vita rurale, così come de “Il percorso delle feste”. Da notare, in questa linea musicale, “Accompagnamento di un finale struggente”, emozionante e davvero struggente.
Alcuni brani hanno sonorità più sorprendenti. “Luce” dà spazio a un malinconico connubio tra chitarra e violoncello; “Larronzone” è un chiaro omaggio al “jazz manouche” dell’Hot Club de France e ai virtuosismi di Django Reinhard.
Da notare anche le gradevoli astrazioni di “Quattro venti” e le sonorità inquietanti di “La strada per Atene”, in cui la chitarra elettrica crea echi rock molto interessanti.
Da notare infine due suggestivi esperimenti strumentali. L’uso della melodica o diamonica (ovvero l’aerofono ad ance con tastiera) in “Auguroni”, che crea un’atmosfera rarefatta e malinconica e quello del Kantele, il tipico strumento a corde finlandese, in “Cielo Bianco”, che riesce a dare una voce quasi new age a ritmi più tradizionali.
http://www.francescodigiuseppe.com/
E’ uscito il 20 febbraio il secondo lavoro discografico di Francesco Di Giuseppe, chitarrista e compositore napoletano di cui avevo recensito il disco d’esordio, “A poca distanza dalla luna”.
Il titolo dell’album, “Chilometri e chilometri d’azzurro”, pubblicato da Video Radio/Rai Trade prende spunto da una frase tratta da “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini.

L’intenzione dichiarata è il tentativo di fondere in un’unica melodia Napoli e Roma, “due città così diverse, ma sotto certi aspetti così uguali”, accostandole a due strumenti differenti pur nella loro somiglianza: chitarra classica e chitarra elettrica.
Come già in “A poca distanza dalla luna”, Francesco trasmette una sonorità calda, avvolgente, che si nota in particolare nei brani di impronta più tradizionalmente mediterranea, come appunto “Chilometri e chilometri d’azzurro” e “Qui s’incanta la gente”. L’indole melodica vira molto frequentemente verso i toni più descrittivi di “Finalmente noi”, che richiama un assolato spacco di vita rurale, così come de “Il percorso delle feste”. Da notare, in questa linea musicale, “Accompagnamento di un finale struggente”, emozionante e davvero struggente.
Alcuni brani hanno sonorità più sorprendenti. “Luce” dà spazio a un malinconico connubio tra chitarra e violoncello; “L’arronzone” è un chiaro omaggio al “jazz manouche” dell’Hot Club de France e ai virtuosismi di Django Reinhardt.
Da notare anche le gradevoli astrazioni di “Quattro venti” e le sonorità inquietanti di “La strada per Atene”, in cui la chitarra elettrica crea echi rock molto interessanti.
Da notare infine due suggestivi esperimenti strumentali. L’uso della melodica o diamonica (ovvero l’aerofono ad ance con tastiera) in “Auguroni”, che crea un’atmosfera rarefatta e malinconica e quello del kantele, il tipico strumento a corde finlandese, in “Cielo Bianco”, che riesce a dare una voce quasi new age a ritmi più tradizionali.
Un disco davvero emozionante e tutto da scoprire.

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Tags: A poca distanza dalla luna, Chilometri e chilometri d'azzurro, chitarra, chitarrista, diamonica, Django Reinhardt, Francesco Di Giuseppe, Hot Club de France, jazz manouche, kantele, melodica, Pier Paolo Pasolini, VideoRadio/RaiTrade
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