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	<title>TOP HAT - spettacolo online &#187; Piccolo Teatro</title>
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	<description>Lo spettacolo viene da voi</description>
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		<title>Face à face con il teatro francese</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 17:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avviso a tutti gli appassionati di teatro francese. Torna infatti per il quinto anno Face à Face – Parole di Francia, la rassegna che che porta in sui palchi italiani il meglio della drammaturgia francese contemporanea grazie all&#8217;eccellenza del teatro nostrano.
Dal 27 gennaio al 23 giugno 2011 città come Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Cosenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Avviso a tutti gli appassionati di teatro francese. Torna infatti per il quinto anno Face à Face – Parole di Francia, la rassegna che che porta in sui palchi italiani il meglio della drammaturgia francese contemporanea grazie all&#8217;eccellenza del teatro nostrano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dal 27 gennaio al 23 giugno 2011 città come Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Cosenza, Lecce, Catania, Bari, Forlì, Firenze, Noto e Torino faranno i conti con cifre impressionanti in ambito teatrale: 40 spettacoli, 25 tra teatri e festival italiani, un centinaio di artisti per oltre 30 testi scritti da circa trenta diversi autori francesi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">A Milano grandi appuntamenti tra Piccolo Teatro, Teatro Litta, Accademia dei Filodrammatici e Teatro I.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il primo sarà, proprio a Teatro I, con lo spettacolo &#8220;Incendi&#8221; (27 gennaio –13 febbraio), uno dei testi più rappresentativi del canadese Wajdi Mouawad. Dal suo testo è stato tratto il film dal titolo &#8220;La donna che canta&#8221; ora in uscita in Italia. La pièce il destino di una donna, Nawal, intrappolata in un conflitto che non ha scelto e che, per ritrovare il figlio percorre gli orrori delle guerre. Renzo Martinelli dirige Federica Fracassi,Walter Leonardi, Francesco Meola, Valentina Picello, Libero Stelluti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da notare che da giugno a dicembre 2011 ritorna anche la rassegna speculare in Francia, Face à face parole d’Italia per scene di Francia, che, promossa dall’Istituto Italiano di cultura inFrancia, si svolgerà in collaborazione con i maggiori teatri di Parigi e della Francia.</div>
<div style="text-align: left;">Avviso a tutti gli appassionati di teatro francese. Torna infatti per il quinto anno Face à Face – Parole di Francia per scene d&#8217;Italia, la rassegna &#8211; promossa dall&#8217;<a href="http://www.ambafrance-it.org," target="_blank">Ambasciata francese</a> in Italia &#8211; che porta in sui palchi italiani il meglio della drammaturgia francese contemporanea in accoppiata con dei nomi più illustri del teatro nostrano.</div>
<div style="text-align: left;">Dal 27 gennaio al 23 giugno 2011 città come Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Cosenza, Lecce, Catania, Bari, Forlì, Firenze, Noto e Torino faranno i conti con cifre impressionanti in ambito teatrale: 40 spettacoli, 25 tra teatri e festival italiani, un centinaio di artisti per oltre 30 testi scritti da circa 30 diversi autori francesi.</div>
<div style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-3510" title="Incendi3" src="http://www.tophat.it/wp-content//2011/01/Incendi31.jpg" alt="Incendi3" width="614" height="410" />A Milano grandi appuntamenti tra <a href="http://www.teatrolitta.it" target="_blank">Piccolo Teatro</a>, <a href="http://www.teatrolitta.it" target="_blank">Teatro Litta</a>, <a href="http://www.filodrammatici.com" target="_blank">Accademia dei Filodrammatici</a> e <a href="http://www.teatroi.org" target="_blank">Teatro i</a>.</div>
<div style="text-align: left;">La prima tappa sarà proprio Teatro i, con lo spettacolo &#8220;Incendi&#8221; (27 gennaio –13 febbraio), uno dei testi più noti del canadese Wajdi Mouawad, da cui è stato tratto il film dal titolo &#8220;La donna che canta&#8221;, ora in uscita in Italia.</div>
<div style="text-align: left;">La pièce narra il destino di una donna, Nawal,  che, per ritrovare il figlio percorre gli orrori delle guerre. Renzo Martinelli dirige Federica Fracassi, Walter Leonardi, Francesco Meola, Valentina Picello, Libero Stelluti.</div>
<div style="text-align: left;">Da notare che, da giugno a dicembre 2011, ritorna anche la rassegna speculare in Francia, Face à face parole d’Italia per scene di Francia, che, promossa dall’Istituto Italiano di cultura in Francia, si svolgerà in collaborazione con i maggiori teatri di Parigi e della Francia.</div>
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		<title>Enzo Giraldo, un attore per tutte le stagioni: dalla prosa al set, passando per la lirica</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 17:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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Enzo Giraldo è una presenza decisamente imponente delle scene italiane. E non solo perché ama definirsi “l’attore più alto d’Italia”. Grazie infatti a una solida preparazione  all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e a un naturale eclettismo, ha dimostrato capacità poliedriche, che lo fanno spaziare dal comico al drammatico, dalla prosa alla lirica, dalla televisione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Enzo Giraldo è una presenza decisamente imponente delle scene italiane. E non solo perché ama definirsi “l’attore più alto d’Italia”. Grazie infatti a una solida preparazione  all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e a un naturale eclettismo, ha dimostrato capacità poliedriche, che lo fanno spaziare dal comico al drammatico, dalla prosa alla lirica, dalla televisione al teatro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sulle scene, vanta un esperienza pluri-ventennale accanto ad alcuni giganti, come Giuseppe Patroni Griffi  (con cui tra il 1988 e il 1993 ha lavorato in “Questa sera si recita a soggetto”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Ciascuno a suo modo” e “Trovarsi”) Dario Fo (“Il Papa e la Strega”, “Una giornata qualunque”, “Zitti! Stiamo precipitando” tra l’89 e il ‘91), Andrée Ruth Shammah (“L’albergo del libero scambio” 1986-87) e recentemente Robert Carsen (“Madre e coraggio e i suoi figli” al Piccolo Teatro nella stagione 2006). In televisione ha lavorato in tutti i principali programmi di intrattenimento e fiction degli ultimi anni, da “Scherzi a parte”, “Quelli che il Calcio”, “L’Italia sul due”, “Camera Cafè”, “La Grande notte”, “Casa Vianello”, “Vivere”, “Nebbie e Delitti 2”, “Love Bugs”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In questa stagione, lo si è visto in due interessanti allestimenti di cui vi avevo parlato:  “Nodo alla gola”, che in sole due settimane di programmazione al Teatro Verga è diventato un piccolo fenomeno di culto e “Il cielo è sempre più blu” al Teatro Arsenale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da ben tre anni è mimo attore per il Teatro alla Scala sotto la regia del grande Patrick Chereau.  Dopo “Tristano e Isotta” (2009),  stasera debutterà in “Da una casa di morti” grandioso affresco lirico di Janecek tratto da Dostojesvski che ha già conquistato mezza Europa e l’America. Tra l’altro, ho avuto la fortuna di assistere alla generale di venerdì e qui troverai la mia recensione.</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-3113" title="Giraldo_Enzo_ascolto" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/02/Giraldo_Enzo_ascolto.jpg" alt="Giraldo_Enzo_ascolto" width="427" height="640" /></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.enzogiraldo.com" target="_blank">Enzo Giraldo</a> è una presenza decisamente imponente delle scene italiane. E non solo perché ama definirsi “l’attore più alto d’Italia”. Grazie infatti a una solida preparazione  all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e a un naturale eclettismo, ha dimostrato capacità poliedriche, che lo fanno spaziare dal comico al drammatico, dalla prosa alla lirica, dalla televisione al teatro.</p>
<p style="text-align: left;">Sulle scene, vanta un esperienza pluri-ventennale accanto ad alcuni giganti, come Giuseppe Patroni Griffi  (con cui tra il 1988 e il 1993 ha lavorato in “Questa sera si recita a soggetto”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Ciascuno a suo modo” e “Trovarsi”), Dario Fo (“Il Papa e la Strega”, “Una giornata qualunque”, “Zitti! Stiamo precipitando” tra l’89 e il ‘91), Andrée Ruth Shammah (“L’albergo del libero scambio” 1986-87) e recentemente Robert Carsen (“Madre e coraggio e i suoi figli” al Piccolo Teatro nella stagione 2006). In televisione ha lavorato in tutti i principali programmi di intrattenimento e fiction degli ultimi anni, da “Scherzi a parte”, “Quelli che il Calcio”, “L’Italia sul due”, “Camera Cafè”, “La Grande notte”, “Casa Vianello”, “Vivere”, “Nebbie e Delitti 2”, “Love Bugs”.</p>
<p style="text-align: left;">In questa stagione, lo si è visto in due interessanti allestimenti di cui vi avevo parlato:  <a href="/nodo-alla-gola-thriller-teatrale-avvincente-e-riuscito/" target="_blank">“Nodo alla gola”</a>, che in sole due settimane di programmazione al Teatro Verga è diventato un piccolo fenomeno di culto e <a href="/il-cielo-e-sempre-piu-blu-commedia-dolce-amara-sulla-nostalgia-del-68/" target="_blank">“Il cielo è sempre più blu”</a> al Teatro Arsenale.</p>
<p style="text-align: left;">Da ben tre anni è mimo-attore per il <a href="http://www.teatroallascala.org" target="_blank">Teatro alla Scala</a> sotto la regia del grande Patrice Chéreau.  Dopo “Tristano e Isotta” (2009),  stasera debutterà in “Da una casa di morti” grandioso affresco lirico di Leóš Janáček, tratto da Dostoevskij, diretto da Patrick Chéreau, che ha già conquistato mezza Europa e l’America. Tra l’altro, ho avuto la fortuna di assistere alla generale di venerdì e qui troverai <a href="/da-una-casa-di-morti-cronaca-di-un-successo-annunciato-al-teatro-alla-scala/" target="_blank">la mia recensione</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="/intervista-a-enzo-giraldo/" target="_blank">Qui puoi leggere la mia intervista a Enzo Giraldo</a>.</p>
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		<title>Intervista a Enzo Giraldo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 16:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come hai scoperto la tua vocazione per la recitazione?
Non credo di essere nato con il sacro fuoco, ovvero con la necessità assoluta di recitare, perché faceva parte di me. L’ho scoperta lentamente attraverso le esperienze radiofoniche, scoprendo la voce crescere e modificarsi in cuffia. Non mi interessavo solo il discorso musicale, ma anche quello fisico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come hai scoperto la tua vocazione per la recitazione?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non credo di essere nato con il sacro fuoco, ovvero con la necessità assoluta di recitare, perché faceva parte di me. L’ho scoperta lentamente attraverso le esperienze radiofoniche, scoprendo la voce crescere e modificarsi in cuffia. Non mi interessavo solo il discorso musicale, ma anche quello fisico di crescita personale. Così a poco più di vent’anni mi sono chiesto: “Che cosa mi può portare a conoscermi meglio? E ho scoperto il teatro. Il passo non è stato breve, ma una naturale conseguenza.  Ho fatto l’esame ai Filodrammatici di Milano e poi sono stato ammesso all’Accademia. E da lì ho proseguito il mio percorso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come attore, senti di avere una vena naturalmente comica o drammatica?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L’attore è per definizione colui che può fare tutto di altro da sé. Per mia indole avevo una parte sicuramente drammatica, ma poi ho scopeto anche di essere un comico. Quindi ben vengano anche ruoli comici che ho avuto nella mia carriera. Comico e drammatico sono due facce della stessa medaglia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">All’inizio della carriera, hai avuto dei grandi maestri. Quali di questi ti ha influenzato di più?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sono tutti molto diversi. Io sono molto debitore ai miei insegnanti dell’Accademia. Nonostante non ci fossero nomi famosissimi – a parte Ernesto Calindri, che però ho solo sfiorato &#8211; , sono quelli che mi hanno segnato e plasmato. Decisivo è stato anche l’incontro con Dario Fo che è un personaggio straordinario, geniale, unico e  irripetibile. Il trucco che ti dicono in Accademia è che devi rubare.  Come giovane attore sei una carta assorbente, una spugna che cerca di cogliere i segreti  dei maestri, stando dietro le quinte. Perché Dario Fo non ti può dire come si fa a carpire una risata al pubblico e d entrarne in completa sintonia. Io ho tubato molto dai miei maestri. Mi auguro di essere stato un bravo ladro.  Oltre a Fo ho avuto come maestro Peppino Patroni Griffi, con cui ho fatto quattro spettacoli, tutti Pirandello, con compagnie straordinarie, con attori come Rigillo, Caprioli, la Occhini e la Marinoni,. A differenza dell’Accademia, dove mi facevano lavorare sui miei difetti per migliorarmi e per farmi arrivare a una perfezione personale, Patroni Griffi  usava i difetti a tuo favore. Per esempio, se un attore aveva avuto la r moscia, lui addirittura non lavorava per toglierla, ma per farne una caratteristica vincente di quel personaggio. Aveva un grande e profondo rispetto per gli attori, che non era solo legato  alle qualità tecniche o espressive, ma anche a quelli che apparentemente erano dei difetti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da come parli l’autore che ti ha segnato di più sembra essere Pirandello.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sì,  il mio sogno sarebbe quello di interpretare altri Pirandello. sarebbe quello d fare Molto Pirandello, Nascendo come attore di parola, cioè di un corpo che non è solo energia ma che parla, Pirandello è l’autore per eccellenza della parola. Negli spettacoli con Patroni Griffi ho avuto modo i osservare, non solo grazie al mio personaggio ma anche grazie alle prove di attori come Caprioli e Rigillo, come le potenzialità di questo autore siano straordinarie.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Raccontaci un aneddoto carino e sorprendente, legato a qualcuno di questi grandi personaggi che hai incontrato</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tieni presente che io sono un attore molto diligente, un po’ primo della classe, poco imprevedibile. Tendo molto a seguire le indicazioni che il regista mi da. Anche perché la regia è sua e non sono autorizzato a stravolgerla. A questo proposito, mi viene in mente un episodio  legato a Patroni Griffi. Una volta mi sono preso una libertà durante uno spettacolo con lui. Io interpretavo un giornalista intellettuale in smoking e, durante la tournée, ho pensato di rasarmi i capelli a zero. Lui mi ha visto in tournée e mi riprese. Mi disse che il personaggio non passa solo attraverso la parola, ma anche attraverso una scelta stilistica visiva e io l’avevo snaturato. Credo di aver subito la più grande umiliazione della mia vita. Io pensavo di aver fatto la cosa giusta in sintonia con il personaggio. Mi sarei sprofondato. E’ una cosa che imparai allora, cioè che il mio essere attore passa dalla totalità del corpo, non solo tramite la battuta detta bene o l’abito ben portato, ma attraverso pochi millimetri di capelli.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questo stesso rigore lo hai trovato lavorando in televisione?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Direi di no.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Però molti attori provenienti dalla prosa, come Luca Barbareschi con cui hai lavorato, sono scesi a compromessi, lavorando in televisione. Tu fino a che punto arriveresti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La televisione ti obbliga a fare delle scelte che vanno anche al di là della linea di rispetto per il pubblico che vorresti mantenere. In televisione ho dovuto fare personaggi, magari  anche divertenti e di grande successo, ma che inizialmente mi imbarazzavano. Ma le ho fatte, perché so che altrimenti non mi avrebbero più chiamato. Per mia fortuna non  ho mai dovuto superare il limite della volgarità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non ti innervosisce il fatto che un attore di prosa debba scendere a compromessi e poi magari degli assoluti incapaci fanno un reality e vengono catapultati nella prosa?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questa cosa succede ed è, purtroppo,  imbarazzante.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un reality lo faresti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dipende, magari un reality dove non sia necessario per forza essere volgari o dimostrare di essere più aggressivi di altri. Non “L’isola dei famosi”. Mi piacerebbe un ambito dove si metta in mostra il proprio talento, tipo “Amici”, anche se però in questo programma dove c’è la tendenza di creare attrito tra allievo e insegnante. Passa un messaggio un po’ alterato per cui un ragazzino magari pensa che sia giusto insultare il proprio insegnante.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In televisione sei sempre molto attivo. Parlaci dei tuoi prossimi impegni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per quanto riguarda le novità, mi piace segnalare che in questo prossimo autunno in  Rai e Mediaset, ci saranno due fiction in cui interpreto due personaggi diversi, di cui uno protagonista di puntata.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le due fiction sono &#8220;Le ragazze dello swing&#8221;, sulla vita del Trio Lescano (le sorelle olandesi di Maramao perchè sei morto, a cui le odierne Sorelle Marinetti debbono molto, ndr) dove ho il ruolo di un funzionario fascista e &#8220;All Stars&#8221; per Italia 1, una sitcom ambientata su un campo di calcio di provincia con Diego Abatantuono, Fabio de Luigi, Ugo Conti, Ambra Angiolini e moltissimi altri attori e cabarettisti di grido. In questo caso ho un personaggio molto divertente,  un prefetto sciocco, vittima degli scherzi dei protagonisti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Parliamo invece della tua esperienza al Teatro alla Scala. Come sei entrato nel mondo della lirica?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nel 2009 ho lavorato con il Piccolo Teatro in “Madre Coraggio”,  con la regia di Robetr Carsen, un regista,  che tra l’altro, proviene dalla lirica). Come saprai nel mio curriculum ho scritto che sono l’attore più alto d’Italia. La Scala stava cercando degli attori alti per il “Tristano e Isotta” di Chereau , quindi ha chiamato il Piccolo, che ha passato la mia scheda. Mi hanno voluto vedere e dopo tre giorni di provino con Chereau e dopo tre anni eccomi qua a a lavorare ancora con loro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Che cosa è richiesto a un attore-mimo?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Raramente sono previste previste battute nella partitura. E’ prevista invece tutta una serie di azioni fisiche a supporto dei personaggi principali. Il lavoro che facciamo è di grande improvvisazione intorno a i temi dello spettacolo, per arrivare poi a creare una serie logica di azioni a supporto dei cantanti.  In “Da una casa dei morti”,  ambientato in un gulag siberiano in epoca zarista, ovviamente le azioni sono legate al rapporto guardia-prigionieri. Io interpreto una delle guardie, con e le sue durezze e frustrazioni. C’è un lavoro fisico enorme, perché il nostro personaggio si esprime attraverso la fisicità, attraverso l’umiliazione e, paradossalmente, il divertimento dei prigionieri, che hanno anche momenti leggeri all’interno della quotidianità della prigione. Il tutto passa attraverso grande training fisico che poi in scena ha una sua ragione d’essere.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Com’è lavorare con Chereau?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Chereau è un regista a 360 gradi, è uno dei geni con cui ho avuto occasione di lavorare. Ha grande rispetto per chi ha di fronte, una capacità totale di gestire l’evento in vista  della gestione degli attori, dell’apparato tecnico, dalle luci alla messa in scena. Si vede che ha un grande amore per questo mestiere e ti mette nelle condizioni perché tu possa dare al meglio senza importi fretta, ma lavorando su di te, facendoti tirar fuori che quello che effettivamente poi andrà bene E’ un regista di grande sensibilità, molto attento ai professionisti con cui lavora, che chiede tantissimo. Non si fermerebbe mai, ha un energia pazzesca pur avendo sessantacinque anni, molto meno di gran parte del cast.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Pensi che lavorerai mai con lui nella prosa?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Chereau è un regista internazionale,  lavora in cinema e a teatro ha fatto spettacoli indimenticabili, come l’”Amleto” vent’anni fa che girò in tutta l’Europa,  portando in scena un cavallo bianco vero al Lirico di Milano. La sua lingua madre è il Francese, ma parla perfettamente anche Italiano, Inglese e  Tedesco. E’ quasi imbarazzante questa sua capacità di entrare in ogni cultura. In Italia non so se avrà la possibilità di fare allestimenti. Ti posso solo dire che il gruppo con cui sto recitando adesso è talmente forte e lui lo ama molto che ci porterà a Berlino con “Da una casa di morti” nel 2011. Quindi, see non ci sarà la prosa ci sarà comunque la lirica</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anche se non parli?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tieni presente che uno dei personaggi più belli che ho visto è la figlia muta di “Madre Coraggio”. Ci sono personaggi che hanno una forza, una violenza tale che ti appagano..</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">So che il cinema è una tua passione Pensi di avere ancora molto da dire sul set?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In cinema vorrei fare di più, anche se ho ho due film in uscita prossimamente. Uno si chiama “Sentirsidire”, diretto dal giovane regista bresciano di Giuseppe Lazzari , con Francesco Mariottini che arriva dalla culla di “Amici”. E’ un ottimo ballerino oltre che un attore molto bravo e spontaneo Io nel film interpreto suo padre, un personaggio problematico. L’altro, in usicta a maggio si intitola” Backward”,  con Randi Ingermann, Toni Sperandeo, Ugo Conti  e Fabio Bonini. Qui sono il custode di un campo di calcio in cui i giovani allievi si allenano.Devo ammettere che comunque sono poche le opportunità che vengono offerte a un attore a Milano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il cinema a Milano, a parte Salvatores e Nichetti , non ha molto spazio e molti si buttano anche sul digitale, penso ad esempio a Marina Spada. Tu lo faresti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non credo perché ho la sensazione di padroneggiare ancora  il cinema così a fondo  da gestirlo. In teatro potrei farlo. In cinema non mi sento ancora così forte. E’ un linguaggio diverso. In teatro con la parola e il gesto devi arrivare all’ultima fil o in galleria. Tutto è amplificato. In cinema con la cinepresa addosso e il tuo faccione ingigantito, ti basta poco per essere sufficiente e, come attore teatrale, ho fatto un grosso lavoro per togliere, togliere, togliere. Adesso finalmente ci sono arrivato.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Con “Nodo alla gola” andato in scena al Teatro Verga hai riscosso un notevole successo e si è creato un piccolo fenomeno di cult.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Infatti  un allestimento molto curato che èandato benissimo grazie anche al passaparola del pubblico. L’anno prossimo lo riprenderemo anche in Lombardia e Centro Nord Italia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Altri progetti in teatro?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questa stagione ho lavorato in un testo sul dilemma dell’eterno Peter Pan  di Tullio Moreschi “Il cielo è sempre più blu”, diretto da Mattia Sebastiano Giorgetti . Il gruppo che si è creato è molto bello e c’è un progetto proveniente  alla drammaturgia francese</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Quindi secondo te di testi interessanti in Italia ce ne sono pochi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ma in effetti la Francia ha una sua tradizione, è più organizzata ma anche per una ragione storica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non trovi che in Italia ci sia un” gap” eccessivo in Italia tra pubblico e nuova drammaturgia? In Francia non si riesce subito a trovare la chiave con il pubblico. Forse è colpa dell’eccessiva sperimentazione in Italia?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Troppa sperimentazione, ma anche troppa poca fiducia nelle istituzioni, per cui non si fa nulla per valorizzare quella che è la nuova drammaturgia, ci si affida alla voglia di fare dei singoli, che rischiano. In Italia la cultura è un di più, basti pensare ai tagli al Fus</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Secondo te perché adesso un giovane dovrebbe fare l’attore? E tu lo rifaresti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Io lo rifarei, perché rispetterei me stesso. E’ un lavoro molto duro, un giovane lo deve fare se ha un urgenza dentro per sé e nei confronti del mondo che lo circonda. Se ha una necessità personale di espressione e di comunicare i suoi pensieri tuoi e quelli altrui (per esempio di un autore che usa il suo linguaggio). Se invece diventa solo esteriorità alla Grande Fratello meglio lasciar perdere. Pensare che essere in televisione equivalga a esistere  non è il modo migliore per cominciare a fare questo mestiere.</div>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="EnzoRelax" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/02/EnzoRelax.jpg" alt="EnzoRelax" width="576" height="384" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Come hai scoperto la tua vocazione per la recitazione?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Non credo di essere nato con il sacro fuoco, ovvero con la necessità assoluta di recitare. L’ho scoperto lentamente attraverso le esperienze radiofoniche, scoprendo la voce crescere e modificarsi in cuffia. Non mi interessava solo il discorso musicale, ma anche quello fisico di crescita personale. Così a poco più di vent’anni mi sono chiesto: “Che cosa mi può portare a conoscermi meglio?&#8221; E ho scoperto il teatro. Il passo non è stato breve, ma una naturale conseguenza.  Ho fatto l’esame ai Filodrammatici di Milano e poi sono stato ammesso all’Accademia. E da lì ho proseguito il mio percorso.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Come attore, senti di avere una vena naturalmente comica o drammatica?</strong></p>
<p style="text-align: left;">L’attore è per definizione colui che può fare tutto di altro da sé. Per mia indole avevo una parte sicuramente drammatica, ma poi ho scoperto anche di essere un comico. Quindi ben vengano anche i  ruoli comici, che ho avuto nella mia carriera. Comico e drammatico sono due facce della stessa medaglia.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>All’inizio della carriera, hai avuto dei grandi maestri. Quali di questi ti ha influenzato di più?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Sono tutti molto diversi. Io sono molto debitore ai miei insegnanti dell’Accademia. Nonostante non ci fossero nomi famosissimi – a parte Ernesto Calindri, che però ho solo sfiorato &#8211; , sono quelli che mi hanno segnato e plasmato. Decisivo è stato anche l’incontro con Dario Fo, che è un personaggio straordinario, geniale, unico e  irripetibile. Il trucco che ti dicono in Accademia è che devi &#8220;rubare&#8221;.  Come giovane attore sei una carta assorbente, una spugna che cerca di cogliere i segreti  dei maestri, stando dietro le quinte. Perché Dario Fo non ti può dire come si fa a carpire una risata al pubblico ed entrarne in completa sintonia. Io ho rubato molto dai miei maestri. Mi auguro di essere stato un bravo ladro.  Oltre a Fo, ho avuto come maestro Peppino Patroni Griffi, con cui ho fatto quattro spettacoli, tutti Pirandello, con compagnie straordinarie, con attori come Rigillo, Caprioli, la Occhini e la Marinoni. A differenza dell’Accademia, dove mi facevano lavorare sui miei difetti per migliorare e per farmi arrivare a una perfezione personale, Patroni Griffi  usava i difetti a tuo favore. Per esempio, se un attore aveva avuto la erre moscia, lui addirittura non lavorava per toglierla, ma per farne una caratteristica vincente di quel personaggio. Aveva un grande e profondo rispetto per gli attori, che non era solo legato  alle qualità tecniche o espressive, ma anche a quelli che apparentemente erano dei difetti.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Da come parli l’autore che ti ha segnato di più sembra essere Pirandello.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Sì, il mio sogno sarebbe quello di interpretare altri Pirandello. sarebbe quello di fare molto Pirandello. Nascendo come attore di parola, cioè di un corpo che non è solo energia ma che parla, Pirandello è l’autore per eccellenza della parola. Negli spettacoli con Patroni Griffi ho avuto modo di osservare, non solo grazie al mio personaggio ma anche grazie alle prove di attori come Caprioli e Rigillo, come le potenzialità di questo autore siano straordinarie.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Raccontaci un aneddoto carino e sorprendente, legato a qualcuno di questi grandi personaggi che hai incontrato.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Tieni presente che io sono un attore molto diligente, poco imprevedibile. Tendo molto a seguire le indicazioni che il regista mi da. Anche perché la regia è sua e non sono autorizzato a stravolgerla. A questo proposito, mi viene in mente un episodio  legato a Patroni Griffi. Una volta mi sono preso una libertà durante uno spettacolo con lui. Io interpretavo un giornalista intellettuale in smoking e, durante la tournée, ho pensato di rasarmi i capelli a zero. Lui mi vide e mi riprese. Mi disse che il personaggio non passa solo attraverso la parola, ma anche attraverso una scelta stilistica visiva e io l’avevo snaturato. Credo di aver subito una delle più grandi umiliazioni della mia vita. Io pensavo di aver fatto la cosa giusta in sintonia con il personaggio. Mi sarei sprofondato. E’ una cosa che imparai allora, cioè che il mio essere attore passa dalla totalità del corpo, non solo tramite la battuta detta bene o l’abito ben portato, ma anche attraverso pochi millimetri di capelli.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Questo stesso rigore lo hai trovato lavorando in televisione?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Direi di no.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Però molti attori provenienti dalla prosa, sono scesi a compromessi, lavorando in televisione. Tu fino a che punto arriveresti?</strong></p>
<p style="text-align: left;">La televisione ti obbliga a fare delle scelte che vanno anche al di là della linea di rispetto per il pubblico che vorresti mantenere. In televisione ho dovuto fare personaggi, magari  anche divertenti e di grande successo, ma che inizialmente mi imbarazzavano. Ma li ho fatti, perché so che altrimenti non mi avrebbero più chiamato. Per mia fortuna non ho mai dovuto superare il limite della volgarità.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Un reality lo faresti?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Dipende, magari un reality dove non sia necessario per forza essere volgari o dimostrare di essere più aggressivi di altri. Mi piacerebbe un ambito dove si metta in mostra il proprio talento, tipo “Amici”, anche se però in questo programma c’è la tendenza a creare attrito tra allievo e insegnante. Passa un messaggio un po’ alterato, per cui un ragazzino magari pensa che sia giusto insultare il proprio insegnante.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>In televisione sei sempre molto attivo. Parlaci dei tuoi prossimi impegni.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per quanto riguarda le novità, mi piace segnalare che in questo prossimo autunno in  Rai e Mediaset, ci saranno due fiction in cui interpreto due personaggi diversi, di cui uno protagonista di puntata.</p>
<p style="text-align: left;">Le due fiction sono &#8220;Le ragazze dello swing&#8221;, sulla vita del Trio Lescano (le sorelle olandesi di Maramao perchè sei morto, a cui le odierne Sorelle Marinetti debbono molto, ndr) dove ho il ruolo di un funzionario fascista e &#8220;All Stars&#8221; per Italia 1, una sitcom ambientata su un campo di calcio di provincia con Diego Abatantuono, Fabio de Luigi, Ugo Conti, Ambra Angiolini e moltissimi altri attori e cabarettisti di grido. In questo caso ho un personaggio molto divertente, un prefetto sciocco, vittima degli scherzi dei protagonisti.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Parliamo invece della tua esperienza al Teatro Alla Scala. Come sei entrato nel mondo della lirica?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nel 2006 ho lavorato con il Piccolo Teatro in “Madre Coraggio” di Brecht, con la regia di Robert Carsen, un regista che, tra l’altro, proviene dalla lirica. Come saprai, nel mio curriculum ho scritto che sono l’attore più alto d’Italia. La Scala stava cercando degli attori alti per il “Tristano e Isotta” di Chéreau, quindi ha chiamato il Piccolo, che ha passato la mia scheda. Mi hanno voluto vedere e, dopo tre giorni di provino con Chéreau, mi hanno preso.  E dopo tre anni, eccomi qua a a lavorare ancora con loro.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Che cosa è richiesto a un attore-mimo?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Raramente sono previste previste battute nella partitura. E’ prevista invece tutta una serie di azioni fisiche a supporto dei personaggi principali. Il lavoro che facciamo è di grande improvvisazione intorno a i temi dello spettacolo, per arrivare poi a creare una serie logica di azioni a supporto dei cantanti.  In “Da una casa di morti”,  ambientato in un gulag siberiano in epoca zarista, ovviamente le azioni sono legate al rapporto guardia-prigionieri. Io interpreto una delle guardie, con le sue durezze e frustrazioni. C’è un lavoro fisico enorme, perché il nostro personaggio si esprime attraverso la fisicità, attraverso l’umiliazione e, paradossalmente, il divertimento dei prigionieri, che hanno anche momenti leggeri all’interno della quotidianità della prigione. Il tutto passa attraverso grande training fisico che poi in scena ha una sua ragione d’essere.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Com’è lavorare con Chéreau?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Chéreau è un regista a 360 gradi, è uno dei geni con cui ho avuto occasione di lavorare. Ha grande rispetto per chi ha di fronte, una capacità impressionante di gestire l’evento nella sua globalità, la relazione con i solisti, gli attori e le masse, l’aspetto tecnico, dalle luci alla messa in scena nella sua totalità. Si vede che ha un grande amore per questo mestiere e ti mette nelle condizioni perché tu possa dare il meglio senza importi fretta, ma lavorando con attenzione su di te, elaborando e facendoti tirar fuori quello che effettivamente poi andrà bene. E’ un regista di grande sensibilità, molto attento ai professionisti con cui lavora, a cui chiede peraltro tantissimo. Non si fermerebbe mai, ha un energia pazzesca pur essendo meno giovane di gran parte del cast.</p>
<p style="text-align: left;">
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<p style="text-align: left;"><strong>Pensi che lavorerai mai con lui nella prosa?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Chéreau è un regista internazionale,  lavora in cinema e a teatro ha fatto spettacoli indimenticabili, come l’”Amleto” che vent’anni fa girò in tutta l’Europa,  portando in scena un cavallo bianco vero al Lirico di Milano. La sua lingua madre è il Francese, ma parla perfettamente anche Italiano, Inglese e Tedesco. E’ quasi imbarazzante questa sua capacità di entrare in ogni cultura. In Italia non so se avrà la possibilità di fare allestimenti. Ti posso solo dire che il gruppo con cui sto recitando adesso è talmente forte e lui lo ama molto, che c&#8217;è la proposta di portare tutto il cast milanese di solisti e attori a Berlino con “Da una casa di morti”. Quindi, se non ci sarà la prosa ci sarà comunque la lirica.</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>Anche se non parli?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Tieni presente che uno dei personaggi più belli che ho visto è la figlia muta di “Madre Coraggio”. Ci sono personaggi che hanno una forza, una violenza tale che ti appagano.</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>So che il cinema è una tua passione Pensi di avere ancora molto da dire sul set?</strong></p>
<p style="text-align: left;">In cinema vorrei fare di più, anche se ho ho due film in uscita prossimamente. Uno si chiama “Sentirsidire”, diretto dal giovane regista bresciano Giuseppe Lazzari , con Francesco Mariottini che arriva dalla culla di “Amici”. E’ un ottimo ballerino, oltre che un attore molto bravo e spontaneo Io nel film interpreto suo padre, un personaggio problematico. L’altro, in uscita a maggio, si intitola “Backward”, la regia è di Max Leonida, con Randi Ingerman, Toni Sperandeo, Ugo Conti e Fabio Bonini. Qui sono il custode di un campo di calcio in cui i giovani allievi si allenano. Devo ammettere che comunque sono poche le opportunità che vengono offerte a un attore a Milano.</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>Infatti il cinema a Milano, a parte Salvatores e Nichetti , non ha molto spazio e molti si buttano anche sul digitale, penso ad esempio a Marina Spada. Tu lo faresti?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Non credo, perché ho la sensazione di non padroneggiare ancora il cinema così a fondo da poterlo gestire completamente. In teatro potrei farlo. In cinema non mi sento ancora così forte. E’ un linguaggio diverso. In teatro con la parola e il gesto devi arrivare all’ultima fila o in galleria. Tutto è amplificato. In cinema con la cinepresa addosso e il tuo faccione ingigantito, ti basta poco per essere efficace e, come attore teatrale, ho fatto un grosso lavoro per togliere, togliere, togliere. Adesso finalmente ci sono arrivato.</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>Con “Nodo alla gola” andato in scena al Teatro Verga hai riscosso un notevole successo e si è creato un piccolo fenomeno di cult</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Infatti è un allestimento molto curato che è andato benissimo, grazie anche al passaparola del pubblico. L’anno prossimo lo riprenderemo anche in Lombardia e Centro-Nord Italia.</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>Altri progetti in teatro?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Questa stagione ho lavorato in un spettacolo sul dilemma dell’eterno Peter Pan, scritto da Tullio Moreschi, “Il cielo è sempre più blu”, con la regia di Mattia Sebastiano Giorgetti. Il gruppo che si è creato è molto bello e c’è un progetto legato alla drammaturgia francese. Se son rose&#8230;</p>
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</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Quindi secondo te di testi interessanti in Italia ce ne sono pochi?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Ma in effetti la Francia ha una sua tradizione, è più organizzata ma anche per una ragione storica.</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>Non trovi che  ci sia un” gap” eccessivo in Italia tra pubblico e nuova drammaturgia? In Francia si riesce subito a trovare la chiave con il pubblico. Forse è colpa dell’eccessiva sperimentazione italiana?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Troppa sperimentazione, ma anche troppa poca fiducia delle istituzioni nella cultura, per cui non si fa nulla per valorizzare quella che è la nuova drammaturgia, ci si affida alla voglia di fare dei singoli, che rischiano troppo spesso sulla propria pelle. In Italia la cultura è un di più, basti pensare ai recenti e pesanti tagli al Fus (Fondo Unico dello Spettacolo, ndr).</p>
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<p style="text-align: left;"><strong>Secondo te perché adesso un giovane dovrebbe fare l’attore? E tu lo rifaresti?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Io lo rifarei, perché rispetterei me stesso. E’ un lavoro molto duro, un giovane lo deve fare se ha un’urgenza dentro, per sé e nei confronti del mondo che lo circonda. Se ha una necessità personale di espressione e di comunicare i suoi pensieri e quelli altrui (per esempio quelli di un autore nel quale pensiero ci si identifica). Se invece diventa solo esteriorità alla &#8220;Grande Fratello&#8221; meglio lasciar perdere. Pensare che essere in televisione equivalga a esistere  non è il modo migliore per cominciare a fare questo mestiere.</p>
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		<title>Elio, Enrico Intra e l&#8217;&#8221;Opera da tre soldi&#8221; al Piccolo Teatro Strehler</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Premetto che non sono una patita di Brecht ma l&#8217;occasione è ghiotta: vedere insieme sul palco Elio ed Enrico Intra. L&#8217;appuntamento con &#8220;Elio e il jazz da tre soldi&#8221; sarà venerdì 19 (alle ore 21) e domenica 21 febbraio (alle ore 16) al Piccolo Teatro, quando il mitico cantante delle Storie Tese e il geniale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Premetto che non sono una patita di Brecht ma l&#8217;occasione è ghiotta: vedere insieme sul palco Elio ed Enrico Intra. L&#8217;appuntamento con &#8220;Elio e il jazz da tre soldi&#8221; sarà venerdì 19 (alle ore 21) e domenica 21 febbraio (alle ore 16) al Piccolo Teatro, quando il mitico cantante delle Storie Tese e il geniale musicista Enrico Intra con il suo ensemble rivisiteranno in jazz l’Opera da tre soldiper ripercorrere insieme, in chiave jazz ma non solo, le arie dell&#8217;Opera da tre soldiaccompagnate da immagini, particolari, disegni tratti da opere del Realismo tedesco.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Bertolt Brecht ambientò L’opera da tre soldi= (1928), in un universo di miserabili, poveri e prostitute della Londra dei primi del Novecento, con un chiaro intento di denuncia sociale.Ad accompagnare il testo, i brani musicali scritti appositamente da Kurt Weill che attingevano al jazz, al cabaret e alla tradizione liederistica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;L’incontro della musica di Weill con il jazz non è casuale &#8211; spiega Enrico Intra  la celeberrima Ballata di Mackie Messer è un vero evergreen della musica jazz, interpretata da grandissimi artisti internazionali. Kurt Weill ha il jazz nel dna: l’ha scoperto nel suo ‘periodo americano’, se n’è innamorato. E il suo tipo di armonizzazione, modernissimo per l’epoca, è molto congeniale al modo di armonizzare di noi jazzisti”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;L’opera da tre soldi non è ‘roba per intellettuali’ &#8211; precisa Elio , come potrebbero pensare alcuni. È un testo sconvolgente, rivoluzionario e allo stesso tempo semplice, immediato e di facile comprensione. Ma soprattutto attualissimo: potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri e molti personaggi contemporanei dovrebbero riconoscersi”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Mi viene data l’opportunità di interpretare brani che ho sempre sognato di cantare &#8211; aggiunge Elio &#8211; e, anche se sono in un certo senso svincolati dal contesto, io penso che il pubblico riuscirà a comprendere l’evoluzione degli eventi nei quali queste musiche erano state inserite. Da parte mia aiuterò gli spettatori con alcune frasi, un ‘rap’ nel quale sarò libero di improvvisare, ma anche di raccontare”.</div>
<p style="text-align: left;">Premetto che non sono una patita di Brecht, ma l&#8217;occasione è ghiotta: vedere insieme sul palco Elio ed Enrico Intra non capita tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;appuntamento con &#8220;Elio e il jazz da tre soldi&#8221; sarà venerdì 19 (alle ore 21) e domenica 21 febbraio (alle ore 16) al <a href="http://www.piccoloteatro.org" target="_blank">Piccolo Teatro</a> di Milano, quando il mitico cantante delle <a href="http://www.elioelestorietese.it" target="_blank">Storie Tese</a> e il geniale pianista e compositore milanese, con il suo ensemble,  rivisiteranno in chiave jazz ma non solo, le arie dell&#8221;&#8216;Opera da tre soldi&#8221;, illustrate da immagini e  disegni tratti da opere del Realismo tedesco.</p>
<p style="text-align: left;">Bertolt Brecht ambientò L’opera da tre soldi (1928), in un universo di miserabili, poveri e prostitute della Londra dei primi del Novecento, con un chiaro intento di denuncia sociale. Ad accompagnare il testo, i brani musicali scritti appositamente da Kurt Weill che attinse a piene mani al jazz, al cabaret e alla tradizione liederistica.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-3055" title="eliointra_or_foto marasco" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/02/eliointra_or_foto-marasco1.jpg" alt="eliointra_or_foto marasco" width="602" height="438" /></p>
<p style="text-align: left;">Infatti secondo Enrico Intra &#8220;l’incontro della musica di Weill con il jazz non è casuale: la celeberrima &#8220;Ballata di Mackie Messer&#8221; è un vero evergreen della musica jazz, interpretata da grandissimi artisti internazionali. Kurt Weill ha il jazz nel dna: l’ha scoperto nel suo ‘periodo americano’, se n’è innamorato. E il suo tipo di armonizzazione, modernissimo per l’epoca, è molto congeniale al modo di armonizzare di noi jazzisti”.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;L’opera da tre soldi non è &#8220;roba per intellettuali&#8221; &#8211; precisa Elio, come potrebbero pensare alcuni. È un testo sconvolgente, rivoluzionario e allo stesso tempo semplice, immediato e di facile comprensione. Ma soprattutto attualissimo: potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri e molti personaggi contemporanei dovrebbero riconoscersi”.</p>
<p style="text-align: left;">Con un tocco personale di Elio, che permetterà al pubblico di comprendere meglio i brani. “Anche se sono in un certo senso svincolati dal contesto, io penso che il pubblico riuscirà a comprendere l’evoluzione degli eventi nei quali queste musiche erano state inserite. Da parte mia aiuterò gli spettatori con alcune frasi, un ‘rap’ nel quale sarò libero di improvvisare, ma anche di raccontare”.</p>
<p style="text-align: left;">Una curiosità: Bertold Brecht assistette di persona, nel 1956, alla prima dell&#8217;&#8221;Opera da tre soldi&#8221;,  nella messa in scena diretta da Giorgio Strehler.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">La foto è di Attilio Marasco.</p>
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		<title>Shakespeare secondo Dodin</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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Il Piccolo Teatro Grassi inaugura stasera la stagione con &#8220;Pene d&#8217;amor perdute&#8221; di Shakespeare con la regia del grande Lev Dodin, direttore del Maly Teatr di San Pietroburgo e universalmente considerato un genio registico a livello mondiale.
Una prima assoluta fuori dalla Russia, che sarà in scena fino al 7 febbraio. Lo spettacolo è stato presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Piccolo Teatro Grassi inaugura stasera la stagione con &#8220;Pene d&#8217;amor perdute&#8221; di Shakespeare con la regia del grande Lev Dodin, direttore del Maly Teatr di San Pietroburgo e universalmente considerato un genio registico a livello mondiale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una prima assoluta fuori dalla Russia, che sarà in scena fino al 7 febbraio. Lo spettacolo è stato presentato ieri nella sede storica di via Rovello, ora completamente rinnovata, alla presenza della compagnia del Maly Teatr. Grande assente Dodin, per motivi di salute, ma in compenso il freddo polare di questi giorni ha dato alla conferenza stampa un sapore vagamente siberiano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dodin darà una sua personale lettura di un testo giovane, passionale, ed energico. Come lo sono gli attori, che come potrete notare anche dalla foto, sono molto vicini all’età dei personaggi shakespeariani.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Pene d&#8217;amor perdute&#8221; racconta infatti la storia del Re di Navarra e dei suoi amici, Biron e Longueville, che hanno giurato di dedicare tre anni allo studio, dimenticando il “gentil sesso”. Sopraggiungono però, per importanti questioni diplomatiche, la Principessa di Francia e le sue dame&#8230;e le cose cambieranno.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per gli appassionati di Dodin, vi segnalo che venerdì  29 gennaio, alle ore 18, al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello si terrà un incontro dal titolo “Shakespeare secondo Dodin con un saluto a Cechov”. Intervengono Valery Galendeev, vice direttore artistico del Maly Drama Teatrì e Fausto Malcovati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.</div>
<p style="text-align: left;">Il <a href="http://www.piccoloteatro.org" target="_blank">Piccolo Teatro</a> Grassi inaugura stasera la stagione con &#8220;Pene d&#8217;amor perdute&#8221; di Shakespeare con la regia del grande Lev Dodin, direttore del Maly Teatr di San Pietroburgo e universalmente considerato un genio registico a livello mondiale.</p>
<p style="text-align: left;">Una prima assoluta fuori dalla Russia, che sarà in scena fino al 7 febbraio. Lo spettacolo è stato presentato ieri nella sede storica di via Rovello, ora completamente rinnovata, alla presenza della compagnia del Maly Drama Teatr. Grande assente Dodin, per motivi di salute, ma in compenso il freddo polare di questi giorni ha dato alla conferenza stampa un sapore vagamente siberiano.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-2944" title="penedamore1" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/01/penedamore1.jpg" alt="penedamore1" width="574" height="382" />Dodin darà una sua personale lettura di un testo giovane, passionale, ed energico. Come lo sono gli attori, che come potrete notare anche dalla foto, sono molto vicini all’età dei personaggi shakespeariani.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Pene d&#8217;amor perdute&#8221; racconta infatti la storia del Re di Navarra e dei suoi amici, Biron e Longueville, che hanno giurato di dedicare tre anni allo studio, dimenticando il “gentil sesso”. Sopraggiungono però, per importanti questioni diplomatiche, la Principessa di Francia e le sue dame&#8230;e le cose cambieranno.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Per gli appassionati di Dodin, vi segnalo che venerdì  29 gennaio, alle ore 18, al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello si terrà un incontro dal titolo “Shakespeare secondo Dodin con un saluto a Cechov”. Intervengono Valery Galendeev, vice direttore artistico del Maly Drama Teatrì e Fausto Malcovati.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo Shylock &#8220;giovane&#8221; di Luca Ronconi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 15:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno Shylock giovane come Fausto Russo Alesi, attore feticcio di Serena Sinigaglia e classe 1973, forse non lo si era ancora visto. &#8220;Se l&#8217;attore è giusto per il personaggio -- ha dichiarato Luca Ronconi alla presentazione del suo &#8220;Mercante di Venezia&#8221; in scena al Piccolo Teatro dal 9 dicembre -- l&#8217;età non conta. Se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Uno Shylock giovane come Fausto Russo Alesi, attore feticcio di Serena Sinigaglia e classe 1973, forse non lo si era ancora visto. &#8220;Se l&#8217;attore è giusto per il personaggio -- ha dichiarato Luca Ronconi alla presentazione del suo &#8220;<a href="/luca-ronconi-porta-in-scena-il-mercante-di-venezia/" target="_blank">Mercante di Venezia</a>&#8221; in scena al Piccolo Teatro dal 9 dicembre -- l&#8217;età non conta. Se si pensa che ho portato on scena Tre sorelle con tre attrici sessantenni&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">Una storia d&#8217;amore di lunga data quella del grande regista con &#8220;Il Mercante&#8221;, allestito ventanni fa con la Comédie-Française. &#8220;Mi sembrava giunto il momento di illuminare alcune zone del testo che possono sembrare oscure&#8221;. Oscuro e ambiguo in effetti &#8220;Il Mercante può sembrarlo. E&#8217; stato tacciato di anti-semitismo, ma anche di contaminare con troppa disinvoltura l&#8217;amore con l&#8217;interesse personale. Tutti i personaggi, da Bassanio a Lorenzo, sono infatti accecati dall&#8217;oro. Per non parlare del famoso contratto della libbra di carne. Per restare in tema Margherita Palli ha concepito una scenografia dove la bilancia è il segno dominante. Un particolare che mi incuriosisce davvero molto. D&#8217;altronde gli allestimenti di Ronconi riservano semrpe molte sorprese. Vi saprò dire presto!</p>
<p>Intanto godetevi il monologo di Shylock del grande Al Pacino, doppiato da Giancarlo Giannini, nella pellicola omonima:</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="300" height="218"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DmafewX-HCw&amp;rel=1&amp;color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/DmafewX-HCw&amp;rel=1&amp;color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="300" height="218" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DmafewX-HCw"><img src="http://img.youtube.com/vi/DmafewX-HCw/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
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		<title>Luca Ronconi porta in scena &#8220;Il Mercante di Venezia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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Una nuova esplorazione shakespeariana per Luca Ronconi, dopo il successo del bellissimo &#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221; della scorsa stagione.
Si tratta de &#8220;Il Mercante di venezia&#8221;, un un testo ambiguo, crudele, “nero” e intrigante, di cui ricordo la splendida versione cinematografica con un grande Al Pacino &#8211; Shylock, doppiato da un Giancarlo Giannini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-2769" title="Luca Ronconi foto Attilio Marasco" src="http://www.tophat.it/wp-content//2009/11/ronconi5_settembre08_foto-marasco.jpg" alt="Luca Ronconi foto Attilio Marasco" width="609" height="406" /></p>
<p style="text-align: left;">Una nuova esplorazione shakespeariana per Luca Ronconi, dopo il successo del bellissimo &#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221; della scorsa stagione.<br />
Si tratta de &#8220;Il Mercante di venezia&#8221;, un un testo ambiguo, crudele, “nero” e intrigante, di cui ricordo la splendida versione cinematografica con un grande Al Pacino &#8211; Shylock, doppiato da un Giancarlo Giannini in stato di grazia.</p>
<p style="text-align: left;">Lo spettacolo di Ronconi debutterà in prima nazionale assoluta il prossimo 9 dicembre al <a href="http://www.piccoloteatro.org" target="_blank">Piccolo Teatro di Milano</a>.<br />
Tra gli interpreti principali Giorgio Ginex (Il Doge di Venezia / Tubal) Riccardo Bini(Antonio),Ivan Alovisio(Bassanio) ed Elena Ghiaurov (Porzia).</p>
<p style="text-align: left;">Per divagare ancora: ma ve lo ricordate Giorgio Ginex, attore dalla solida preparazione teatrale e ora attivo anche in RTL 102.5, nella soap &#8220;Vivere&#8221;? Era il dottor Giacomo Falcon, il marito fedifrago di Emilia De Carolis alias Mavi Felli. Una storia certamente non di spessore shakespeariano, ma che per anni ha tenuto incollati al video milioni di telespettatori.<br />
Vi segnalo che &#8220;Il Mercante di venezia&#8221;, in scena al Piccolo Teatro Strehler fino al 23 dicembre, prevede una seconda tranche di repliche nel 2010, dal 7 al 31 gennaio.</p>
<p>Piccolo Teatro Strehler, largo Greppi (M2 Lanza)<br />
dal 9 al 23 dicembre 2009 e dal 7 al 31 gennaio 2010<br />
Il mercante di Venezia<br />
di William Shakespeare, traduzione Agostino Lombardo e Sergio Perosa<br />
regia Luca Ronconi</p>
<p>Foto di Marcello Norberth</p>
<p>Orari:  martedì e sabato ore 19.30, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20, domenica ore 16. Lunedì riposo. Martedì 15 dicembre, mercoledì 13 e 20 gennaio solo ore 15.</p>
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		<title>Stagione 2009-2010: Il Piccolo fa le cose in grande</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 16:34:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[

La stagione del Piccolo Teatro 2009-2010 2009-2010 si preannuncia più grandiosa che mai, sia in termini di scelta di spettacoli sia sul fronte degli eventi veri e propri. Sette nuove produzioni, cinque titoli di repertorio, diciannove ospitalità italiane e diciannove internazionali. La data più importante corrisponde con la riapertura di quel gioiello che è lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_2286" class="wp-caption aligncenter" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-2286" title="ronconi2_settembre08_foto-marasco" src="http://www.tophat.it/wp-content//2009/07/ronconi2_settembre08_foto-marasco.jpg" alt="Luca Ronconi foto di Attilio Marasco" width="454" height="317" /><p class="wp-caption-text">Luca Ronconi foto di Attilio Marasco</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.piccoloteatro.org" target="_blank">La stagione del Piccolo Teatro 2009-2010</a> 2009-2010 si preannuncia più grandiosa che mai, sia in termini di scelta di spettacoli sia sul fronte degli eventi veri e propri. Sette nuove produzioni, cinque titoli di repertorio, diciannove ospitalità italiane e diciannove internazionali. La data più importante corrisponde con la riapertura di quel gioiello che è lo storico Piccolo Teatro Grassi di via Rovello. Data che coinciderà con una triste e significativa ricorrenza: il 12 dicembre 2009, ovvero i quarant&#8217;anni dalla tragedia di Piazza Fontana. Il Teatro Grassi si mostrerà in tutto il suo splendore, dando accesso ai milanesi al suo meraviglioso chiostro rinascimentale. &#8220;Mettendo mano a ciò che Grassi e Strehler &#8211; precisa Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro &#8211; chiedevano già nel&#8217;64, un adeguamento della sede storica&#8221;. La stagione vera e propria del Grassi inizia però il 28 gennaio, con Pene d&#8217;amore perdute nell&#8217;allestimento del Maly Teatr di San Pietroburgo, per la regia di Lev Dodin e prosegue con una stagione tutta incentrata ai grandi artisti internazionali: il Macbeth visto da Declan Donnellan (20-24 aprile), John Turturro che rilegge Calvino con Italian Folktales (9-14 febbraio) e Donna Rosita nubile da Garcia Lorca diretto da Lluis Pascual (14 maggio-6 giugno). Da notare che Pascual porterà allo Studio, dal 5 al 15 novembre, un altro Garcia Lorca, La Casa di Bernarda Alba.<br />
La stagione del Piccolo Teatro è così fitta che non potrei certamente condensarla in un post. Sicuramente mi incuriosisce molto la ripresa di Ronconi del lavoro su Shakespeare, iniziata con lo splendido Sogno di una notte di mezz&#8217;estate (per chi l&#8217;avesse perso, si potrà rivedere dal 5 al 21 marzo) e che proseguirà con Il Mercante di Venezia (al Teatro Strehler dal 7 al 31 gennaio). Interessante la riproposta di un cast di giovani attori. Sarà un magnifico azzardo scenografico proprio come Il Sogno? Sicuramente non il solito Shakespeare di routine, non è nello stile di Ronconi.<br />
Sul fronte della drammaturgia contemporanea, dopo Lagarce, Ronconi si butta sullo svedese, Lars Lorén, autore notissimo all&#8217;estero, ma quasi sconosciuto in Italia. Due le commedie proposte al Teatro Studio: Dettagli (dall&#8217;8 febbraio al 2 marzo) e 20 novembre (dal 5 al 28 febbraio), con Fausto Russo Alesi, nella doppia veste di interprete e regista.<br />
Continua poi la rassegna di Teatro scienza con Darwin&#8230; Tra le nuvole (21 novembre-6 dicembre al Teatro Studio) e Alice (28 gennaio-28 febbraio); nelle ospitalità spicca Edipo Re con Franco Branciaroli diretto da Antonio Calenda (allo Strehler dal 13 al 30 aprile), L&#8217;anima buona del Sezuan di Brecht del Teatro Stabile di Genova, con una duplice Mariangela Melato diretta da Bruni-De Capitani (allo Strehler dal 2 al 21 febbraio), Il birraio di Preston  di Andrea Camilleri (allo Strehler dal 20 ottobre al 15 novembre), Dario Fo e Franca Rame nel dittico Ambrosius e All&#8217;improvvisa (dal 6 al 10 ottobre e dall&#8217;8 all&#8217;11 ottobre). E poi la produzione del Piccolo incentrata su Roberto Saviano e il suo monologo La bellezza e l&#8217;inferno diretto da Serena Sinigaglia (dal 6 all&#8217;8 ottobre allo studio e dal 16 al 20 febbraio al Grassi).</p>
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		<title>Provvedimenti anti-crisi: lo sfogo di Escobar del Piccolo Teatro di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 20:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tagli  alla cultura. Ma ci sono due governi?
Dichiarazione del direttore  del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar, a proposito dell&#8217;esclusione  dell&#8217;industria dello spettacolo dai  provvedimenti anticrisi del Ministro Tremonti
Si è svolta  stamattina a Barcellona la conferenza stampa di presentazione di &#8220;Sogno di una  notte di mezza estate&#8221;, regia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: 14pt;">Tagli  alla cultura. Ma ci sono due governi?</span></strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Dichiarazione del direttore  del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar, a proposito dell&#8217;esclusione  dell&#8217;industria dello spettacolo dai  provvedimenti anticrisi del Ministro Tremonti</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Si è svolta  stamattina a Barcellona la conferenza stampa di presentazione di &#8220;Sogno di una  notte di mezza estate&#8221;, regia di Luca Ronconi, al Festival Grec, uno degli  eventi culturali più attesi e significativi della scena europea, dedicato  quest&#8217;anno all&#8217;Italia, con la presenza di importanti istituzioni teatrali e di  danza del nostro Paese. Nello stesso giorno il Piccolo Teatro riscuote un  successo al di là di ogni aspettativa al Setagaya Public Theatre di Tokyo con l&#8217;  &#8220;Arlecchino&#8221; e si prepara, a fine luglio,<span> </span>a<span> </span>portare al Lincoln Center  di New York la &#8220;Trilogia della villeggiatura&#8221; di Goldoni, con la regia di Toni  Servillo. La cultura italiana è protagonista sulle pagine delle testate  internazionali e per una volta contende spazio alle cronache rosa e ai  pettegolezzi sulla vita politica del nostro Paese.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span> </span>Al giornalista di El  Periódico che gli chiedeva quale ruolo il governo italiano riconosca oggi alla  <span style="color: black;">cultura, il direttore del Piccolo Teatro, Sergio  Escobar, ha dovuto rispondere:</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="color: black;">&#8220;È una domanda a cui è difficile dare una  risposta coerente, perché incoerente è la politica. Mentre il</span> Ministro  della Cultura, Sandro Bondi, dichiara che se l&#8217;Italia non può essere considerata  una superpotenza militare né una superpotenza politica, è senza dubbio però una  superpotenza culturale, il suo collega di governo, il Ministro del Tesoro,  Giulio Tremonti, continua a tagliargli l&#8217;erba sotto i piedi, falcidiando gli  investimenti proprio in questo settore.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Ci sono forse due governi? Ma allora chi governa davvero?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Non si dica che siamo alle solite, all&#8217;accattonaggio per il FUS (Fondo  Unico per lo Spettacolo). L&#8217;esclusione dai provvedimenti anticrisi fa toccare il  fondo dell&#8217;assurdo dal momento che la cultura rende competitivo un Paese e forma  e dà lavoro a tantissimi giovani con un&#8217;altissima professionalità. Dovrebbe,  quindi, essere, come lo stesso Bondi sostiene, contraddetto nei fatti da  Tremonti, uno degli strumenti privilegiati per combattere la crisi. Certo è che  a pagare le conseguenze di questo comportamento contraddittorio è il nostro  Paese, il rispetto e la credibilità di cui gode all&#8217;estero. Dobbiamo continuare  a cercare di convincere un Ministro che viene smentito da un altro? Di fronte a  due governi, unica deve essere la risposta del mondo dello spettacolo con una  dura e vera vertenza, lasciando da parte i corporativismi di  settore&#8221;.</span></p>
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		<title>Arduo viaggio nel mondo di Jean-Luc Lagarce</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 20:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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E&#8217; difficile giudicare uno spettacolo di cui si è anticipato tanto prima del debutto. Soprattutto sul suo autore, il drammaturgo francese prematuramente scomparso, Jean-Luc Lagarce, nuova scoperta di Ronconi che lo ha consacrato al successo con I Pretendenti.
Giusto la fine del mondo, in scena al Piccolo Teatro fino al 9 aprile, dà modo di apprezzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 464px"><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/giusto-la-fine-del-mondo/giustolafine_biniciocchetticorallogigliorossi_foto-marasco.jpg" alt="Bini Ciocchetti Corallo Giglio Rossi_fotoMarasco.jpg" width="454" height="302" /><p class="wp-caption-text">Riccardo Bini, Francesca Ciocchetti, Pierluigi Corallo, Melania Giglio e Bruna Rossi</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">E&#8217; difficile giudicare uno spettacolo di cui si è anticipato tanto prima del debutto. Soprattutto sul suo autore, il drammaturgo francese prematuramente scomparso, Jean-Luc Lagarce, nuova scoperta di Ronconi che lo ha consacrato al successo con I Pretendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Giusto la fine del mondo, in scena al Piccolo Teatro fino al 9 aprile, dà modo di apprezzare una regia impeccabile e asciutta, stilisticamente perfetta e davvero un&#8217;ottima prova di un collaudato  gruppo di attori. Un allestimento a cui non ci si può che arrendere. Ma davanti al quale ci si annoia senza rimedio. Ronconi avverte che si tratta di un testo che pretende l&#8217;ascolto. Impresa impossibile per una pièce criptica, scritta da un autore che non nutre interesse per la comprensione del pubblico. Parole frammentarie, frasi irrisolte, balbettii continui formano una sorta di partitura teatrale lunga e ripetitiva che allontana irrimediabilmente l&#8217;attenzione. Quindici interminabili quadri in cui Louis, uno scrittore morente, cerca di confrontarsi con i suoi familiari che ha abbandonato anni prima e rivelare loro il suo destino. Incontri-scontri con la madre, la sorella Suzanne, il fratello Antoine e la cognata Catherine. Un dialogo tra sordi dove chi parla non riceve risposta o a cui è replicato in modo incomprensibile. Non è certo la disarticolazione del linguaggio a sconcertare. La potenza espressiva di Finale di Partita di Beckett è un esempio lampante. Né il realismo alienante. Ibsen, Strindberg, ma soprattutto O&#8217;Neill, insegnano. Il problema è che Giusto la fine del mondo non colpisce l&#8217;intelletto e neppure il cuore. La colpa non è certo della regia filologicamente corretta di Ronconi e nemmeno di un grande cast, in cui spiccano Pierluigi Corallo (un appassionato e intenso Antoine) e Francesca Ciocchetti (che tratteggia la grottesca figura di Catherine, gaffeuse suo malgrado). Ma di un testo che non ha motivo d&#8217;essere in scena. Può esistere solo nella mente di Jean-Luc Lagarce.</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="300" height="218"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xryXdzXA1Og&amp;rel=1&amp;color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/xryXdzXA1Og&amp;rel=1&amp;color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=1&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="300" height="218" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xryXdzXA1Og"><img src="http://img.youtube.com/vi/xryXdzXA1Og/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
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