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	<title>TOP HAT - spettacolo online &#187; Teatro Manzoni</title>
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	<description>Lo spettacolo viene da voi</description>
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		<title>&#8220;Rumors&#8221;, un Neil Simon esilarante con Zuzzurro e Gaspare</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 15:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Le commedie di Neil Simon si sa, sono una garanzia. A dispetto di chi ancora considera la commedia un genere minore, i testi del grande scrittore statunitense sono delle macchine comiche perfette, dove nulla è lasciato al caso.
Prendiamo &#8220;Rumors&#8221;, la farsa in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 2 maggio, interpretata dai nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le commedie di Neil Simon si sa, sono una garanzia. A dispetto di chi ancora considera la commedia un genere minore, i testi del grande scrittore statunitense sono delle macchine comiche perfette, dove nulla è lasciato al caso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Prendiamo &#8220;Rumors&#8221;, la farsa in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 2 maggio, interpretata dai nostri Zuzzurro e Gaspare, diretti da Massimo Chiesa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lo spunto della trama è apparentemente esile: il vice sindaco di New York viene ritrovato nella sua lussuosa dimora, riverso in un lago di sangue, ferito a un orecchio da un proiettile. La moglie è sparita e il particolare non è irrilevante, dato che mancano poche ore al party per il loro anniversario matrimonio. &#8220;Nascosto&#8221; al riparo dagli scandali nella sua camera da letto da commercialista e consorte, il pover&#8217;uomo è ben presto reclamato dagli altri invitati: l&#8217;avvocato Lenn con la moglie Claire, il cinico candidato al Senato Glenn, in lite continua con Cassie e l&#8217;analista Welch con l&#8217;insopportabile metà perfettina Cookie. A poco a poco tutti vengono informati del &#8220;segreto&#8221; che annega in un mare di chiacchiere e pettegolezzi, i &#8220;rumors&#8221; appunto della tipica upper class newyorchese degli anni &#8216;80.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Zuzzurro e Gaspare mettono al servizio la loro intesa trentennale al meccanismo di un Simon french style, quasi un Feydeau modernizzato. Se anche si può fare un leggero appunto alla regia, un po&#8217; lenta inizialmente, lo spettacolo decolla in breve tempo e si rivela travolgente. La compagnia è ottima con una lode speciale per Eleonora D&#8217;Urso (l&#8217;irresistibel svamp Chris) e Alessandra Schiavoni (la pungente Claire). L&#8217;abilità affabulatoria di Andrea Brambilla alias Zuzzurro sembra poi fatta su misura per il suo personaggio, un pettegolo che unisce la sua arte logorroica alla necessità del momento, inventando in pochi secondi una spiegazione plausibile alle penose condizioni del vice-sindaco. A voi la sopresa di sapere tutta la verità.</div>
<p style="text-align: left;">Le commedie di Neil Simon si sa, sono una garanzia. A dispetto di chi ancora considera la commedia un genere minore, i testi del grande scrittore statunitense sono delle macchine comiche perfette, dove nulla è lasciato al caso.</p>
<p style="text-align: left;">Prendiamo &#8220;Rumors&#8221;, la farsa in scena al <a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">Teatro Manzoni di Milano</a> fino al 2 maggio, interpretata dai nostri Zuzzurro e Gaspare, diretti da Massimo Chiesa.</p>
<p style="text-align: left;">Lo spunto della trama è apparentemente esile: il vice sindaco di New York viene ritrovato nella sua lussuosa dimora, riverso in un lago di sangue, ferito a un orecchio da un proiettile. La moglie è sparita e il particolare non è irrilevante, dato che mancano poche ore al party per il loro anniversario matrimonio.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-3318" title="Nino &amp; Andrea" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/04/Nino-Andrea.jpg" alt="Nino &amp; Andrea" width="581" height="391" /></p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Nascosto&#8221; al riparo dagli scandali nella sua camera da letto da commercialista e consorte, il pover&#8217;uomo è ben presto reclamato dagli altri invitati: l&#8217;avvocato Lenn con la moglie Claire, il cinico candidato al Senato Glenn, in lite continua con Cassie e l&#8217;analista Welch con l&#8217;insopportabile metà perfettina Cookie. A poco a poco tutti vengono informati del &#8220;segreto&#8221; che annega in un mare di chiacchiere e pettegolezzi, i &#8220;rumors&#8221; appunto della tipica upper class newyorchese degli anni &#8216;80. L&#8217;inaspettato arrivo di un poliziotto complicherà notevolmente le cose.</p>
<p style="text-align: left;">Zuzzurro e Gaspare mettono al servizio la loro intesa trentennale al meccanismo di un Simon &#8220;french style&#8221;, quasi un Feydeau modernizzato. Se anche si può fare un leggero appunto alla regia, un po&#8217; lenta inizialmente, lo spettacolo decolla in breve tempo e si rivela travolgente. La compagnia è ottima con una lode speciale per Eleonora D&#8217;Urso (l&#8217;irresistibile svamp Chris) e Alessandra Schiavoni (la pungente Claire). L&#8217;abilità affabulatoria di Andrea Brambilla alias Zuzzurro sembra poi fatta su misura per il suo personaggio, un pettegolo che unisce la sua arte logorroica alla necessità del momento, inventando davanti al poliziotto una spiegazione plausibile alle penose condizioni del vice-sindaco.</p>
<p style="text-align: left;">A chi andrà a vedere lo spettacolo, lascio la sorpresa di sapere tutta la verità.</p>
<p style="text-align: left;">

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		<title>Un&#8217;intensa Luisa Ranieri nell&#8217;adattamento teatrale de &#8220;L&#8217;oro di Napoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 20:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo De Filippo]]></category>
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		<description><![CDATA[Può un film avere la meglio sul capolavoro letterario da cui è stato tratto? E il carisma di un attore sovrastare completamente un personaggio? Naturalmente no. Eppure la maggior parte del pubblico che è andato a vedere &#8220;L&#8217;oro di Napoli&#8221;,  in scena in questi giorni al Teatro Manzoni di Milano, avrà sicuramente avuto in mente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Può un film avere la meglio sul capolavoro letterario da cui è stato tratto? E il carisma di un attore sovrastare completamente un personaggio? Naturalmente no. Eppure la maggior parte del pubblico che è andato a vedere &#8220;L&#8217;oro di Napoli&#8221;,  in scena in questi giorni al <a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">Teatro Manzon</a>i di Milano, avrà sicuramente avuto in mente il celeberrimo film di Vittorio De Sica del &#8216;54, le interpretazioni di Eduardo de Filippo e soprattutto delle divine Sophia Loren e Silvana Mangano.</p>
<p style="text-align: left;">Merita quindi un lungo applauso l&#8217;adattamento di Gianfelice Imparato e Armando Pugliese &#8211; anche regista &#8211;  che non è una pedissequa rivisitazione dello storico film. Si tratta invece di una ricomposizione dei racconti di Marotta, a tratti fedelissima, altre volte reinventata in una piacevole riscoperta di storie e personaggi trascurati dal film.</p>
<p><img class="size-full wp-image-3203 alignleft" title="Ranieri_Imparato 01 ok" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/03/Ranieri_Imparato-01-ok.jpg" alt="Ranieri_Imparato 01 ok" width="568" height="389" /></p>
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<p style="text-align: left;">Spettacolo  magistrale nella sua semplicità, con una Napoli sospesa che appare a strati tra telette e veli, con caratteri che si intersecano e si sfiorano grazie alle interpretazioni misurate di tutti gli attori che si moltiplicano in diversi personaggi. Bravissimo Gianfelice Imparato (che ho ammirato anche come vile esattore in &#8220;Gomorra&#8221;), che sostiene con una pacatezza tutta nuova il difficile paragone con don Ersilio, il professore del pernacchio (reso celebre da Eduardo De Filippo). Ma ci sono anche Giuseppe De Rosa (magistrale nel perfido guappo Don Carmine) e soprattutto l&#8217;intensa Luisa Ranieri, che riesce a fare suoi i ruoli della pizzaiola adultera e  della prostituta imbrigliata in un complotto borghese, evitando i facili paragoni con Sophia Loren e Silvana Mangano.</p>
<p style="text-align: left;">Erano anni che non vedevo su un palcoscenico una vera attrice, dotata di intonazione, espressività e sentimento, che fosse anche  una splendida donna.</p>
<p style="text-align: left;">Ma allora le attrici belle e brave esistono ancora?</p>
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<p style="text-align: left;">Le foto sono di Federico Riva.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-3216" title="Rnieri_Imparato 02 ok" src="http://www.tophat.it/wp-content//2010/03/Rnieri_Imparato-02-ok.jpg" alt="Rnieri_Imparato 02 ok" width="481" height="737" /></p>
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		<title>Ritmo e ironia intatti nella versione teatrale de &#8220;L&#8217;appartamento&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Benedicta Boccoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Ritmo e ironia intatti nell versione teatrale de &#8220;L&#8217;appartamento&#8221;
Non è facile competere con un capolavoro assoluto della storia del cinema, vincitore di ben cinque premi Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura originale, scenografia e montaggio). Eppure la trasposizione teatrale de &#8220;L&#8217;appartamento&#8221;, in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 31 gennaio, è davvero uno spettacolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ritmo e ironia intatti nell versione teatrale de &#8220;L&#8217;appartamento&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non è facile competere con un capolavoro assoluto della storia del cinema, vincitore di ben cinque premi Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura originale, scenografia e montaggio). Eppure la trasposizione teatrale de &#8220;L&#8217;appartamento&#8221;, in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 31 gennaio, è davvero uno spettacolo godibile e riesce a fugare molti dubbi sulla possibilità di ricreare in teatro la magia cinematografica del magnifico film diretto da Billy Wilder.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Massimo Dapporto nel ruolo di C.C. Baxter, che fu di Jack Lemmon, Benedicta Boccoli in quello di Fran Kubelik, reso straordinario da Shirley Mac Laine. Sembrava impossibile. Per non parlare del testo scritto da Billy Wilder e I.A.L. Diamond. Eppure ritmo ed ironia sono intatti, gli interpreti davvero bravi ed Edoardo Erba e Massimo Dapporto si meritano un elogio per l&#8217;ardua impresa di adattamento dei dialoghi. Così come Patrick Rossi Gastaldi, che si è inventato una regia cinematografica, basata su un girevole che riproduce le varie scene del film (l&#8217;appartamento, l&#8217;ascensore, l&#8217;ufficio e il locale), senza mai lasciare in ombra il palco e rallentare il ritmo (e qui un bravo va anche al light designer Mario Esposito).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un unico dubbio è sull&#8217;età dei protagonisti. All&#8217;epoca Jack Lemmon aveva trentacinque anni e la Mac Laine appena ventisei. Bisogna ammettere che per quanto brillante, l&#8217;espressione e la fisicità di Dapporto a volte tradiscono un po&#8217; gli anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Intatta l&#8217;ambientazione anni &#8216;60 con un uso discreto e realistico di scenografie (di Luca Nardelli) e costumi (di Cristina Ricceri).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La storia dello squallido impiegatuccio d&#8217;azienda che si improvvisa affittacamere per i superiori per fare carriera rimane comunque attuale. Così come la finta storia d&#8217;amore tra Fran, ragazza dellìascensore, e il grande capo. Inevitabile che due solitudini sull&#8217;orlo dellla prostituzione morale come quelle di C.C. e Fran, si incontrino e si innamorino. C.C. da subito, Fran &#8211; con la parentesi quasi tragica del suo tentato suicidio a causa degli inganni del boss &#8211; quasi sull&#8217;epilogo. Non sapremo esattamente come andrà a finire.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anche se l&#8217;ultima frase di Fran, alle prese con una partita a carte con C.C. la dice lunga: &#8220;Stia zitto e dia le carte&#8221;.</div>
<div style="text-align: left;"><img class="ngg-singlepic ngg-right" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/l039appartamento/foto-locandina-ridottaresized.jpg" alt="Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli" width="573" height="922" /></div>
<div style="text-align: left;">Non è facile competere con un capolavoro assoluto della storia del cinema, vincitore di ben cinque premi Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura originale, scenografia e montaggio). Eppure la trasposizione teatrale de &#8220;L&#8217;appartamento&#8221;, in scena al <a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_top">Teatro Manzon</a>i di Milano fino al 31 gennaio, è davvero uno spettacolo godibile e riesce a fugare molti dubbi sulla possibilità di ricreare in teatro la magia cinematografica del magnifico film diretto da Billy Wilder.</div>
<div style="text-align: left;">Massimo Dapporto nel ruolo di C.C. Baxter, che fu di Jack Lemmon, Benedicta Boccoli in quello di Fran Kubelik, reso straordinario da Shirley Mac Laine. Sembrava impossibile. Per non parlare del testo scritto da Billy Wilder e I.A.L. Diamond. Eppure ritmo ed ironia sono intatti, gli interpreti davvero bravi ed Edoardo Erba e Massimo Dapporto si meritano un elogio per l&#8217;ardua impresa di adattamento dei dialoghi. Che non ha nulla a che vedere con &#8220;Promesse, promesse&#8221; la versione  musical del film, realizzata da Neil Simon e Burt Bacharach nel &#8216;68  e interpretata in Italia prima da Johnny Dorelli e poi da Gianluca Guidi.</div>
<div style="text-align: left;">Notevole la regia di Patrick Rossi Gastaldi, che si è inventato un taglio cinematografico, basato su un girevole che riproduce le varie scene del film (l&#8217;appartamento, l&#8217;ascensore, l&#8217;ufficio e il locale), senza mai lasciare in ombra il palco e rallentare il ritmo (e qui un bravo va anche al light designer Mario Esposito).</div>
<div style="text-align: left;">Un unico dubbio è sull&#8217;età dei protagonisti. All&#8217;epoca Jack Lemmon aveva trentacinque anni e la Mac Laine appena ventisei. Bisogna ammettere che per quanto brillante, l&#8217;espressione e la fisicità di Dapporto a volte tradiscono un po&#8217; gli anni.</div>
<div style="text-align: left;">Intatta l&#8217;ambientazione anni &#8216;60 con un uso discreto e realistico di scenografie (di Luca Nardelli) e costumi (di Cristina Ricceri).</div>
<div style="text-align: left;">La storia dello squallido impiegatuccio d&#8217;azienda che si improvvisa affittacamere per agevolare le avventure clandestine dei superiori, ma soprattutto per fare carriera, rimane comunque attuale. Così come la relazione di convenienza tra Fran, ragazza dell&#8217;ascensore, e il grande capo. Inevitabile che due solitudini sull&#8217;orlo dellla prostituzione morale come quelle di C.C. e Fran, si incontrino e si innamorino. C.C. da subito, Fran &#8211; con la parentesi quasi tragica del suo tentato suicidio a causa degli inganni del boss &#8211; sull&#8217;epilogo. Non sapremo esattamente come andrà a finire.</div>
<div style="text-align: left;">Anche se l&#8217;ultima frase di Fran, alle prese con una partita a carte con C.C., la dice lunga: &#8220;Stia zitto e dia le carte&#8221;.</div>
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		<title>&#8220;Un ispettore in casa Birling&#8221;: poco pathos in un thriller dalle ottime premesse</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Devo ammettere che mi aspettavo molto da &#8220;Un ispettore in casa Birling&#8221;, il dramma di John Boynton Priestley, diretto da Giancarlo Sepe, con Paolo Ferrari e Andrea Giordana. Gli ingredienti allettanti c&#8217;erano tutti, il thriller cinico dal gusto retrò, l&#8217;allestimento surreale di un ottimo regista e la presenza di due grandi interpreti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-2713" title="DSC_6322_low" src="http://www.tophat.it/wp-content//2009/10/DSC_6322_low.jpg" alt="DSC_6322_low" width="574" height="382" />Devo ammettere che mi aspettavo molto da <a href="/grandi-interpreti-e-tanto-cinema-nella-stagione-2009-2010-del-teatro-manzoni-di-milano/" target="_blank">&#8220;Un ispettore in casa Birling&#8221;</a>, il dramma di John Boynton Priestley, diretto da Giancarlo Sepe, con Paolo Ferrari e Andrea Giordana. Gli ingredienti allettanti c&#8217;erano tutti, il thriller cinico dal gusto retrò, l&#8217;allestimento surreale di un ottimo regista e la presenza di due grandi interpreti.<br />
Purtroppo la vicenda di un misterioso ispettote che mette in crisi le certezze dei danarosi Birling nell&#8217;Inghilterra snob del 1912 non mi ha emozionato più di tanto. Una bellissima e sfortunata ragazza si è uccisa e tutta la famiglia Birling sembra essere colpevole di questo terribile gesto. Ma è tutto vero? O è una metafora dell&#8217;ingiustizia? Onestamente lo spettacolo non mi ha permesso di capirlo. Un splendido carillon con costumi, luci e scene sfavillanti che non decolla e annoia anche un tantino.<br />
La recitazione di gran parte del cast, che immagino sia volutamente sopra le righe, allontana il pubblico dal pathos della storia e quello che rimane è solo un bellissimo affresco, in cui l&#8217;unico a emergere è il bravo Paolo Ferrari, a cui l&#8217;understatement sembra andare molto più a genio.<br />
A costo di sembrare impopolare, pongo poi un quesito amletico: ci voleva davvero quella che è stata definita &#8220;la più grande star albanese&#8221; (la bella Loredana Gjeci, nel doppio ruolo di Edna la cameriera e della ragazza morente) per una parte che prevede sì e no tre battute?</p>
<p style="text-align: left;">Lo spettacolo sarà in scena al <a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">Teatro Manzoni</a> di Milano fino al 1 novembre.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-2716" title="DSC_6705_low" src="http://www.tophat.it/wp-content//2009/10/DSC_6705_low.jpg" alt="DSC_6705_low" width="553" height="361" /></p>
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		<title>Grandi interpreti e tanto cinema nella stagione 2009-2010 del Teatro Manzoni di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 20:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stagione teatrale 2009-2010 del Teatro Manzoni riunisce ottimi interpreti, tanto cinema in versione teatrale, in un allettante intreccio.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-2619" title="Gianfranco Jannuzzo" src="http://www.tophat.it/wp-content//2009/09/Gianfranco-Jannuzzo1-275x300.jpg" alt="Gianfranco Jannuzzo" width="275" height="300" />La stagione teatrale 2009-2010 del Teatro Manzoni riunisce ottimi interpreti, tanto cinema in versione teatrale, in un allettante intreccio.<br />
L’apertura promette suspense e cinismo. Si inizia con “Un ispettore in casa Birling” di John Boynton Priestley con Paolo Ferrari e Andrea Giordana alle prese con il delitto di una giovane donna e, di seguito, con nuova commedia dell’autrice-regista Cristina Comencini, “Est Ovest”, ovvero la ricostruzione della difficile festa per gli ottanta anni di nonna Letizia, alias Rossella Falk.<br />
Si alterneranno poi la versioni teatrali di alcuni capolavori cinematografici che ho amato particolarmente. Si va da “Dona Flor e i suoi due mariti”, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Jorge Amado, che si ispira al film di Bruno Barreto (1977). Nel difficile confronto con una  sfolgorante Sonia Braga troviamo la bellezza italica  Caterina Murino affiancata da Pietro Sermonti. Ancora un confronto difficile: “L’Oro di Napoli”, che nel 1954 Vittorio De Sica trasse dai racconti di Giuseppe Marotta, interpretato da nomi come Totò, Sophia Loren, Silvana Mangano, Eduardo De Filippo e lo stesso De Sica. Al Manzoni vedremo un adattamento di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato, con musiche di Nicola Piovani, con  Gianfelice Imparato e la sensuale Luisa Ranieri. E poi ancora la versione teatrale  de “L’Appartamento” di Billy Wilder e I.A.L. Diamond nell’adattamento di Edoardo Erba e di Massimo Dapporto, che insieme a Benedicta Boccoli, che si confronterà con dei giganti come Jack Lemmon e Shirley MacLaine. La regia è di Patrick Rossi Gastaldi,<br />
“Girgenti amore mio…”, l’assolo di Gianfranco Jannuzzo il è l’appuntamento che aspetto con maggiore impazienza. Non solo perché adoro il fine umorismo di questo grande interprete delle nostre scene, ma anche perché si tratta di un testo inedito che promette molto bene. Scritto assieme ad Angelo Callipo con la regia di Pino Quartullo, si preannuncia come un inno alla città natale di Jannuzzo, Agrigento, che servirà da spunto per evocazioni e divagazioni, in cui si fondono humour locale e riflessione.</p>
<p>Il penultimo appuntamento della stagione è con il caposaldo brillante “Rumors” di Neil Simon affidato alla coppia Zuzzurro e Gaspare e alla regia di Massimo Chiesa. Si conclude con “La strada”, un dramma, con musiche di Germano Mazzocchetti, tratto dall’omonimo film di Federico Fellini, premiato con l’Oscar nel 1954. In scena Massimo Venturiello e la cantante Tosca a impersonare Zampanò e  Gelsomina.</p>
<p>Direi che le premesse per un’ottima stagione ci sono tutte.</p>
<p>Per le date e altre info sugli spettacoli guardate il programma completo del <a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">Teatro Manzoni</a></p>
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		<title>Il Sindaco del rione Sanità, la magia è di scena</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/il-sindaco-del-rione-sanita/giuffre-liguoriridotta.jpg" alt="Giuffé-Liguori.jpg" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">Da sinistra: Alfonso Liquori e Carlo Giuffré</p></div>
<p style="text-align: justify;">La magia del teatro quanti di noi l&#8217;hanno mai sfiorata? Come l&#8217;innamoramento è indescrivibile per chi non l&#8217;ha vissuto, l&#8217;incantesimo dello spettacolo perfetto, che fonde in un unico armonico pièce, attori e pubblico è  difficile da narrare. Aver assistito al Sindaco del Rione Sanità, nell&#8217;allestimento diretto e interpretato da Carlo Giuffré &#8211; in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 3 febbraio all&#8217;1 marzo -  lo considero un privilegio. Una di quelle esperienze teatrali, magiche appunto, che racconterò fino alla noia negli anni a venire. Carlo Giuffré è don Antonio Barracano, il capo-guappo del rione Sanità, colui a cui tutti i reietti si rivolgono per risolvere diverbi e liti. Un uomo buono, tutto d&#8217;un pezzo, che ha toccato con mano la mala sorte riservata ai più deboli e ha creato una sorta di piccola impresa di soccorso. Ha infatti gabbato la legge, corrompendo, dribblando permessi, accuse, processi. Ma sempre con un unico fine: perpetuare la sua personale visione di giustizia. Gli fa da contraltare da ben trent&#8217;anni, Fabio Della Ragione, un medico che si è completamente votato alla cura dei protetti di don Antonio, sacrificando però una brillante carriera. Solo quando don Antonio è ferito a morte a causa di una lite, il dottore decide di procedere secondo coscienza, denunciando il fatto. La missione di giustizia di don Antonio continuerà, ma questa volta a rigor di legge. La magia di questo spettacolo risiede principalmente  nell&#8217;eccezionale immediatezza recitativa degli interpreti, su tutti un grandissimo Carlo Giuffré, che ha dalla sua una voce &#8220;eduardiana&#8221;, sempre in perfetto equilibrio tra gravità, ironia e calore, e una presenza scenica ineguagliabile, resa ancora più imponente dal distacco aristocratico con cui porta in scena i suoi ottant&#8217;anni di carriera. Forse ancora più in parte di quanto non lo fu lo stesso Eduardo, Giuffré da un&#8217;interpretazione viscerale di don Antonio. Un&#8217;abilità che nessun tipo di metodo recitativo può insegnare. Il talento è l&#8217;unica via. La compagnia è un perfetto meccanismo di caratterizzazioni diverse, in cui spiccano Piero Pepe (il panettiere-assassino Arturo Santaniello) e Alfonso Liquori (il coscienzioso medico Fabio Della Ragione). Accuratissime le scenografie di Aldo Terlizzi (che cura anche i costumi), due tranches nell&#8217;intimità della dimora campagnola e cittadina di don Antonio, che si intrecciano in sintonia con un perfetto gioco di luci. Fino all&#8217;epilogo, quando il realismo lascia il passo a un&#8217;agghiacciante e simbolica illuminazione rosso sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse ha ragione Carlo Giuffré quando afferma che il suo spettacolo è l&#8217;anti-Gomorra. Forse è ancora possibile mostrare la morale distorta della camorra senza sbattere in faccia al pubblico la violenza. L&#8217;impatto immediato di una scena cruenta è indubbio, ma dopo aver visto Il Sindaco del rione Sanità si pensa, si riflette, ci si emoziona e soprattutto ci si interroga. E scusate se è poco.</p>
<p>Al Teatro Manzoni dal 3 febbraio al 1 marzo 2009<br />
La Diana Or.i.s. presenta IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Eduardo De Filippo</p>
<p>Orari: feriali ore 20,45 &#8211; domenica ore 15,30</p>
<p>Per informazioni:<br />
<a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">www.teatromanzoni.it</a></p>
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		<title>Carlo Giuffré è il Sindaco del rione Sanità</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 16:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Uno dei caposaldi della drammaturgia moderna, Il Sindaco del Rione sanità (1960) è forse la più amara tra le commedie di Eduardo. Anche perché non di vera commedia si tratta. Già la raccolta in cui è inserita &#8211; la Cantata dei giorni dispari, luogo di alcune meraviglie eduardiane, come Napoli Milionaria! e Filumena Marturano &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1491" class="wp-caption alignleft" style="width: 487px"><img class="size-large wp-image-1491" title="giuffre2ridotta2" src="http://www.tophat.it/wp-content//2009/02/giuffre2ridotta2-682x1024.jpg" alt="Carlo Giuffré" width="477" height="717" /><p class="wp-caption-text">Carlo Giuffré</p></div>
<p style="text-align: justify;">Uno dei caposaldi della drammaturgia moderna, Il Sindaco del Rione sanità (1960) è forse la più amara tra le commedie di Eduardo. Anche perché non di vera commedia si tratta. Già la raccolta in cui è inserita &#8211; la Cantata dei giorni dispari, luogo di alcune meraviglie eduardiane, come Napoli Milionaria! e Filumena Marturano &#8211; la dice lunga. I giorni dispari rappresentano infatti per i napoletani i giorni negativi e la cantata è, per definizione, un componimento che raccoglie elementi tragici e comici. Com&#8217;è la storia in tre atti di Antonio Barracano, indiscusso difensore dei poveri e dei diseredati in uno dei quartieri più poveri di Napoli. Un Robin Hood partenopeo,che Eduardo portò in scena per la prima volta al Teatro Quirino di Roma nel 1960 e che ora approda al Teatro Manzoni di Milano, dal 3 febbraio al 1 marzo, nella versione diretta e interpretata da Carlo Giuffré. Un successo inarrestabile da ben due anni, che è valso al grande attore e regista napoletano il Biglietto d&#8217;oro per il più alto numero di spettatori. Alla soglia degli ottant&#8217;anni, dopo aver realizzato numerose opere di De Filippo, come Miseria e nobiltà, Natale in casa Cupiello e Non ti pago!, Giuffré affronta forse uno dei personaggi più complessi e controversi del suo teatro. Ispirato da tale Campoluongo, il vero Sindaco del rione Sanità, Antonio Barracano venne inizialmente frainteso dal pubblico e dalla critica e considerato un semplice capocamorrista. In realtà si tratta di un personaggio essenzialmente retto e onesto, portato dalle circostanze a utilizzare un proprio concetto di giustizia personale. Con una carica sentimentale ed espressiva così forte da far sentenziare allo stesso Eduardo: “E’ stato il mio ruolo preferito, è uno dei personaggi più interessanti che un attore possa desiderare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Teatro Manzoni dal 3 febbraio al 1 marzo 2009<br />
La Diana Or.i.s. presenta IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Eduardo De Filippo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Carlo Giuffré (Antonio Barracano), Piero Pepe (Arturo Santaniello), Antonella Lori (Immacolata), Massimo Masiello (Rafiluccio Santaniello), Gennaro Di Biase (Gennarino), Vincenzo Borrino (Vicienzo Cozzo), Roberta Misticone (Rita), Enzo Romano (Catiello), Aldo De Martino (Pascale Nasone), e con Alfonso Liguori (Fabio Della Ragione), Monica Maiorino (Armida), Benedetta Bottino (Geraldina), Geremia Longobardo (Amedeo), Vincenzo La Marca (O’ Palummiello), Danilo Della Calce (O’ Nait), Salvatore Felaco (Luigi), Stefania Aluzzi (Vicenzella).<br />
Musiche originali Francesco Giuffrè, scene e costumi Aldo Terlizzi.<br />
Regia Carlo Giuffré.</p>
<p style="text-align: justify;">Orari: feriali ore 20,45 &#8211; domenica ore 15,30</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni:<br />
<a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">www.teatromanzoni.it</a></p>
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		<title>Michelina: riso, teatro e fantasia</title>
		<link>http://www.tophat.it/2009/01/12/michelina-riso-teatro-e-fantasia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 09:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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Se ci pensate, a una commedia bastano pochi ingredienti per intrattenere il pubblico: un testo frizzante, un  ottimo cast, una regia dinamica. Peccato, che la parola divertente sia spesso un tabù nei nostri teatri, quasi un sinonimo di superficialità. Non è certo il caso di Michelina, la nuova commedia di Edoardo Erba, che ha debuttato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 472px"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/foto-locanda_bassa.jpg" alt="Ingrassia Monti.jpg" width="462" height="693" /><p class="wp-caption-text">Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia - Foto di Mario D&#39;Angelo</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se ci pensate, a una commedia bastano pochi ingredienti per intrattenere il pubblico: un testo frizzante, un  ottimo cast, una regia dinamica. Peccato, che la parola divertente sia spesso un tabù nei nostri teatri, quasi un sinonimo di superficialità. Non è certo il caso di Michelina, la nuova commedia di Edoardo Erba, che ha debuttato la scorsa settimana al Teatro Manzoni di Milano e offre due ore di ottimo intrattenimento. Con le prime battute della ruspante e stralunata mondina Michelina (Maria Amelia Monti), lo spettatore si ritrova nella Lomellina del dopoguerra, in un mondo fatto di lavoratori, ma anche di guitti che tirano a campare. Con toni molto simili a Basta guardarla di Salce o,  per andare più indietro negli anni, a Luci del varietà di Lattuada. Infatti, Michelina, proprio come Maria Grazia Buccella e Carla Del Poggio, è segnata da un incontro che le cambierà la vita. Ecco entrare in scena lo scalcagnato cantante &#8220;sentimentale&#8221; Arturo Paravia (Giampiero Ingrassia), quasi un novello Higgins, che vuole fare di Michelina la  nuova soubrette della sua rivista. Con risultati decisamente diversi. Michelina infatti si tiene ben stretto il suo accento pavese, la disarmante sincerità e l&#8217;assoluta mancanza di malizia. Non senza conseguenze. Perché sulla strada di gloria nei peggiori teatri della Lomellina, s&#8217;inserisce la figura del cardinal Dorigo, deciso a incontrarla  per chiarire il ruolo della ragazza nel processo di santificazione di tale suor Ercolina. Il prelato, inaspettatamente, rimane letteralmente conquistato dalla ragazza, che ricambia di buon grado. E i due riusciranno persino a coronare il loro sogno d&#8217;amore, non senza aver superato la ferrea opposizione del clero, grazie proprio a &#8220;santa Ercolina&#8221;. Scoppiettante l&#8217;epilogo, in perfetto stile rivista, che suggerisce la magia di una storia di teatro nel teatro. Come dicevo il cast è di notevole livello: Michelina è un personaggio fatto su misura per Maria Amelia Monti e fa breccia nel cuore del pubblico; Giampiero Ingrassia  offre un&#8217;interpretazione divertente e intensa, confermando le sue doti canore (già  affinate in anni di musical, da Grease a Full Monty).  Ottime anche le caratterizzazioni del cardinal Dorigo &#8211; Amerigo Fontani (attivissimo tra fiction e cinema, si ricorda, tra l&#8217;altro, per la sua partecipazione a La vita è bella), il prete arrivista Gianni Pellegrino (interprete feticcio di Benvenuti), il cardinale Mauro Marino (già segretario personale di Paolo VI in TV) e di Suor Ercolina-Anna Lisa Amodio (dotata di una splendida voce, era anche nella prima edizione di Grease). Le musiche di Federico Odling, con testi di Erba, sono molto gradevoli, così i  cambi di scena particolarmente discreti di  Tiziano Fario. La regia di Alessandro Benvenuti è come  sempre di gran classe.<br />
Che dire di più,  se non:</p>
<p style="text-align: justify;">Buon divertimento!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">TEATRO STABILE DI FIRENZE<br />
MICHELINA<br />
con Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia, Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Anna Lisa Amodio<br />
commedia con musiche<br />
testo Edoardo Erba<br />
regia Alessandro Benvenuti<br />
musiche Federico Odling<br />
scene Tiziano Fario<br />
costumi Massimo Poli<br />
luci Laura de Bernardis</p>
<p>Al Teatro Manzoni di Milano dal 6 gennaio al 1 febbraio 2009<br />
Orari: feriali e 6 gennaio ore 20,45 &#8211; domenica ore 15,30</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p><a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">www.teatromanzoni.it</a></p>
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								<img title="Monti Ingrassia.jpg" alt="Monti Ingrassia.jpg" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/thumbs/thumbs_foto-locanda_bassa.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
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								<img title="Ingrassia Monti.jpg" alt="Ingrassia Monti.jpg" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/thumbs/thumbs_g_ingrassia-e-m_a_monti-6_bassa.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Giampiero Ingrassia.jpg" alt="Giampiero Ingrassia.jpg" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/thumbs/thumbs_giampiero-ingrassia-2_bassa.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/gruppo_bassa.jpg" title="Da sinistra: Amerigo Fontani, Maria Amelia Monti, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Anna Lisa Amodio - Foto di Mario D&amp;#039;Angelo" class="thickbox" rel="set_6" >
								<img title="Cast Michelina.jpg" alt="Cast Michelina.jpg" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/thumbs/thumbs_gruppo_bassa.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Maria Amelia Monti.jpg" alt="Maria Amelia Monti.jpg" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/michelina/thumbs/thumbs_maria-amelia-monti-14_bassa.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>Michelina, con Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia, debutta al Manzoni di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 11:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/ingrassia_monti/img_7520.jpg" alt="img_7520.jpg" width="461" height="691" /><p class="wp-caption-text">Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia alla conferenza stampa di Michelina - Foto di Federico Lamastra</p></div>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;indomani del suo debutto in prima nazionale, si è svolta al Teatro Manzoni di Milano, un&#8217;informale e divertente conferenza stampa dello spettacolo  Michelina. Presente tutto il cast al completo: Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia, Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Anna Lisa Amodio e il noto commediografo Edoardo Erba, autore del testo e marito di Maria Amelia Monti. Assente il regista Alessandro Benvenuti, che sta svernando a Cuba, ma che fa sentire il suo sostegno con una carrambesca telefonata a metà conferenza. Si tratta &#8220;di una commedia con musiche&#8221; &#8211; come ci tiene a sottolineare il produttore Roberto Toni &#8211; ambientata nel dopoguerra, in Lomellina. Nel bel mezzo di una risaia, Michelina (Maria Amelia Monti), una mondina sguaiata e sempliciotta, viene ingaggiata da un cantante di rivista, tale Arturo Paravia (Giampiero Ingrassia), rimasto senza soubrette. Fin qui è evidente lo spunto dal film di Luciano Salce, &#8220;Basta guardarla&#8221;. Ma la trama prenderà una piega inaspettata, con una storia parallela di presunta santità e l&#8217;ingresso in scena di alcuni alti prelati, tra cui uno in particolare,  che ruberà il cuore a Michelina. &#8220;Tutto però è trattato in modo delicato &#8211; assicura il cast. &#8220;Al contrario, &#8211; precisa Ingrassia -, il mio rapporto con Michelina è da serva-padrone, con molte somiglianze con lo strano ménage tra Ugo Tognazzi e Annie Girardot de &#8220;La donna scimmia&#8221;. &#8220;Quello che conta &#8211; spiega Maria Amelia Monti &#8211; è che lo spettacolo è divertente, racconta la strana vita del teatro e non annoia mai,  coinvolgendo lo spettatore sul piano dei sentimenti&#8221;.  &#8220;La sera del debutto a Milano &#8211; prosegue Ingrassia &#8211; &#8220;una ragazza mi ha ringraziato per le emozioni che le abbiamo dato. E&#8217; davvero bellissimo sentirselo dire&#8221;. Un ottimo preludio per il successo dello spettacolo, aggiungerei.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">TEATRO STABILE DI FIRENZE<br />
MICHELINA<br />
con Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia, Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Anna Lisa Amodio<br />
commedia con musiche<br />
testo Edoardo Erba<br />
regia Alessandro Benvenuti<br />
musiche Federico Odling<br />
scene Tiziano Fario<br />
costumi Massimo Poli<br />
luci Laura de Bernardis</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>Al Teatro Manzoni di Milano dal 6 gennaio al 1 febbraio 2009<br />
Orari: feriali e 6 gennaio ore 20,45 &#8211; domenica ore 15,30</p>
<p>Per informazioni.</p>
<p><a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">www.teatromanzoni.it</a></p>
<p>Il servizio fotografico della conferenza stampa di Michelina è stato realizzato da Federico Lamastra.</p>
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			<a href="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/ingrassia_monti/img_7489.jpg" title="Amerigo Fontani alla conferenza stampa di Michelina - Foto di Federico Lamastra" class="thickbox" rel="set_5" >
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			<a href="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/ingrassia_monti/img_7494.jpg" title="Giampiero Ingrassia, durante la conferenza stampa di Michelina, scherza al telefono con Alessandro Benvenuti - Foto di Federico Lamastra" class="thickbox" rel="set_5" >
								<img title="Giampiero Ingrassia.jpg" alt="Giampiero Ingrassia.jpg" src="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/ingrassia_monti/thumbs/thumbs_img_7494.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/ingrassia_monti/img_7508.jpg" title="Giampiero Ingrassia e Maria Amelia Monti alla conferenza stampa di Michelina - Foto di Federico Lamastra" class="thickbox" rel="set_5" >
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			<a href="http://www.tophat.it/wp-content/gallery/ingrassia_monti/img_7520.jpg" title="Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia alla conferenza Alla conferenza stampa di Michelina- Foto di Federico Lamastra" class="thickbox" rel="set_5" >
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		<title>Facciamo l&#8217;amore: il piacere di essere retrò</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 15:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musical]]></category>
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Nel mio vocabolario non c&#8217;è spazio per la parola &#8220;vecchio.&#8221; Ho sempre guardato con sospetto chi la usa  per indicare, con disprezzo, un abito, un film o una canzone. Il tempo in molti casi aggiunge un tocco di fascino alle cose. In campo musicale non c&#8217;è dubbio che certi capolavori del passato siano oggi irripetibili. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1009" class="wp-caption alignleft" style="width: 460px"><a href="http://www.tophat.it/wp-content//2008/12/foto-teatro-0141.jpg"><img class="size-full wp-image-1009" title="foto-teatro-0141" src="http://www.tophat.it/wp-content//2008/12/foto-teatro-0141.jpg" alt="Lorenza Mario e Gianluca Guidi" width="450" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Lorenza Mario e Gianluca Guidi</p></div>
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<p style="text-align: justify;">Nel mio vocabolario non c&#8217;è spazio per la parola &#8220;vecchio.&#8221; Ho sempre guardato con sospetto chi la usa  per indicare, con disprezzo, un abito, un film o una canzone. Il tempo in molti casi aggiunge un tocco di fascino alle cose. In campo musicale non c&#8217;è dubbio che certi capolavori del passato siano oggi irripetibili. Nella commedia musicale Facciamo l&#8217;amore, diretta e interpretata da Gianluca Guidi, in scena fino al 4 gennaio 2009 al Teatro Manzoni di Milano, di capolavori ne troverete tanti e, forse, tra i migliori che siano mai stati composti. Da Porter, Coleman, Trenet alle canzoni di Giorgio Calabrese, autore tra gli altri di Mina, Umberto Bindi, Ornella Vanoni, Nicola Arigliano. Da notare anche la direzione musicale di Riccardo Biseo.<br />
Come vi ho anticipato nel <a href="/http://al-teatro-manzoni-di-milano-facciamo-lamore-un-classico-della-commedia-musicale-con-la-regia-di-gianluca-guidi/" target="_blank">mio post di presentazione</a>, la storia (già portata sugli schermi in un film di Cukor del 1960 con Yves Montand e la Monroe) narra le vicende di un miliardario, tale Giacomo de la Rochefort, che si innamora perdutamente dell&#8217;attricetta che recita nella commedia off Broadway che lo prende di mira. Facendosi passare per un sosia di sè stesso, viene scritturato nella scombinata compagnia, con il chiaro scopo di conquistare la bella, cercando anche di affinare le sue arti in scena. Tutto condito dalle meravigliose musiche citate e dalle ottime coreografie di Stefano Bontempi. Lo sforzo di questo allestimento è notevole. L&#8217;intero cast, con Guidi in testa e una Lorenza Mario scatenata, si impegna senza risparmiarsi su canto, ballo e recitazione. I risultati sono piacevolissimi e, per un attimo, sembra davvero di sentirsi trasportati in un &#8220;vecchio&#8221; film. Una nota in più per i vecchi leoni Aldo Ralli (il direttore della compagnia) ed Enzo Garinei (il paziente factotum di Rochefort), al loro meglio sulle note di Mister Gallagher and Mister Shean, una hit delle Ziegfield Follies del 1922, portata al successo da due miti del vaudeville e di Broadway: Edward Gallagher e Al Shean.<br />
Ottima la Mario nella versione italiana della celebre My heart belongs to daddy di Cole Porter (datata 1938).<br />
Una particolare emozione per il duo Guidi-Mario che canta Se mi conoscesse di Marvin Hamlish, tratta da Stanno suonando la nostra canzone. Federico, il fotografo di Top Hat, con cui ho visto lo spettacolo al Manzoni, è letteralmente sobbalzato dalla poltroncina.  E&#8217; infatti un grande fan, come la sottoscritta, della commedia di Neil Simon, nello splendido allestimento  della stagione 1998/99, interpretato da Gianluca Guidi e e Maria Laura Baccarini, con la regia di Gigi Proietti (interprete anche lui di una bellssima versione con Loretta Goggi).<br />
Un unico appunto: la scelta di far interpretare il ruolo della vecchia fiamma di Garinei al pur bravissimo Stefano Bontempi &#8220;en travesti&#8221;. Troppo poco retrò per i miei gusti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.teatromanzoni.it" target="_blank">www.teatromanzoni.it</a></p>
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